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domenica 21 maggio 2017

L'ORIGINE DEL COGNOME BREGA NELLE MARCHE

IF YOU ARE AN ENGLISH SPEAKER, GO TO THE NEXT POST, IT'S IDENTICAL BUT IN ENGLISH.

Questo post è sull'origine del cognome Brega nella regione Italiana delle Marche. Il blog è composto per ora solo da quattro posts, che sono due posts identici, abbastanza lunghi, due scritti in Italiano, due in Inglese, divisi in diversi capitoli. Questi posts saranno aggiornati regolarmente. Quindi piu che un blog è un sito web.

Questo post, che esiste anche in Inglese, è diviso nei seguenti capitoli:

- I PRIMI BREGA DELLE MARCHE
- I DISCENDENTI DEI PRIMI BREGA DELLE MARCHE ( con i links agli alberi genealogici)
- LA STORIA DI CASTELLETTA DI FABRIANO
- SIMONE PEZZANTE O BREGA DI CASTELLETTA (con gli alberi genealogici)
- GIAMBATTISTA BREGA DI CASTELLETTA (con gli alberi genealogici)
L'ATTORE MARIO BREGA, IL CUI NONNO ERA NATO A SERRA, E IL QUADRISAVOLO A CASTELLETTA DI FABRIANO.
- I BREGA DI AGUGLIANO, CASTEL D'EMILIO, CHIARAVALLE E FALCONARA (con un albero genealogico)
- I BREGA DI SANT'ANGELO IN VADO (con un albero genealogico)
- (E qualche altro capitolo)

In questo post troverete degli alberi genealogici per i Brega delle Marche e altri dati. Ho effettuato durante degli anni, a tempo perso, delle ricerce di stato civile online per stabilire il mio proprio albero genealogico. Ho scoperto che ho un solo antenato paterno in comune con tutti i Brega i cui antenati erano vissuti nell'Alta Valle dell'Esinoin provincia di Ancona, (i comuni di Fabriano, Serra San Quirico, Genga, Apiro, Cupramontana, Montecarotto, Maiolati Spontini, Monte Roberto) un certo Simone Brega o Pezzante, nato nei primi anni del Settecento e residente nella Contrada Pezze di Castelletta di Fabriano, che si trovava nei pressi dell'Eremo di Grottafucile. Quindi ho un solo antenato paterno in comune con la maggior parte dei Brega della provincia di Ancona. L'albero genealogico che ho creato, che va dal 1700 al 1929 e che è stato diviso in tre alberi genealogici, è valido anche per gli altri Brega.

In seguito ho scoperto che c'erano stati anche due altri gruppi di Brega nelle Marche nell'Ottocento, uno nella Bassa Valle dell'Esino, nella zona di Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara, in provincia di Ancona, e l'altro, piu piccolo, a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro ed Urbino. Ho creato quindi anche due alberi genealogici per loro ed ho deciso di pubblicarli tutti in un blog. La vostra privacy non è in pericolo in quanto gli atti di stato civile disponibile non superano l'anno 1929.

Lo scopo di questo testo è anche di raccogliere informazioni geografiche, storiche e genealogiche da voi attraverso la sezione commenti alla fine di questo post, per poterlo completare o per correggere o aggiornare gli alberi genealogici. Molti registri di stato civile sono disponibili online fino al 1929, altri arrivano ai primi anni del Novecento.


DATE UN OCCHIATA AGLI ALBERI GENEALOGICI E PROVATE A MOSTRARLI AI VOSTRI NONNI O GENITORI PER POTER EVENTUALMENTE COMPLETARLI, SENZA ARRIVARE ALLE ULTIME DUE GENERAZIONI, PER RAGIONI DI PRIVACY. Potete lasciare un commento alla fine del post.

Non vivo in Italia, quindi non posso fare ulteriori ricerche nei Registri Parrocchiali. Le mie ricerche sono state nei documenti di stato civile disponibili online, dal 1808 al 1929. Dopo aver letto questo post, se un Brega che risiede in zona (La Vallesina) ha tempo e voglia, (un pensionato? un disoccupato?) potrebbe provare a vedere se nella parrocchia di Castelletta di Fabriano (AN) sono disponibili i registri parrocchiali che precedono il 1808, per consultarli e cercare gli antenati di questo Simone Brega o Pezzante. I registri parrocchiali divennero obbligatori nel 1563 per i battesimi e le nozze, e nel 1614 per i decessi. Oltre a questi registri esisteva anche lo stato delle anime, che è una specie di censimento fatto ogni anno dal parroco durante la benedizione pasquale, dove sono indicati tutti i membri di una famiglia e la loro data di nascita. Questi sono probabilmente piu facili da consultare.

Ecco un esempio di stato delle anime:






Se i vostri antenati vivevano nella Vallesina, piu avanti capirete perchè Castelletta di Fabriano (AN) è importante

Cliccando sui cinque alberi genealogici piu grandi sarete ridiretti su Google Photos, perchè la risoluzione delle immagini su Blogger non era sufficiente per questi. Se avete un account Google potrete visualizzare le immagini degli alberi genealogici, salvarle in formato PNG sul vostro computer o stamparle. Se ci sono problemi, lasciate un commento alla fine del post.

C'erano in Europa, in quasi tutti i paesi Europei, diversi lignaggi Brega almeno dal Settecento: Spagna (Galicia), Francia (Occitania), Germania, Olanda, Regno Unito e Irlanda, Danimarca, Italia, Austria, Svizzera, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Romania, Russia, Moldavia. Almeno alcuni di questi devono essere stati lignaggi diversi con origini completamente differenti, altri forse il risultato di immigrazioni. Quando inizio l'emigrazione Europea nel continente Americano, nell'Ottocento, c'erano degli immigrati Brega da tutti questi paesi. Nel sito gratuito Family Search, facendo una ricerca per cognome, si possono consultare documenti di immigrazione e transito Americani dove appaiono tutti questi Brega. Oggi sembra essere rimasto un cognome relativamente comune in Italia e anche in Moldavia, Romania e Ucraina, forse Russia.

Digitando "Brega" su Google Libri, con un po' di pazienza, si trovano antichi manoscritti dove appaiono persone chiamate Brega. Posso solo leggere in Inglese, Italiano, Francese e Spagnolo. Dai manoscritti che ho potuto leggere, sembra che almeno in Lombardia, in Italia, e nel sud della Francia (Occitania), il cognome Brega esistesse dal medioevo, almeno dal Duecento. Ci sono altre lingue che non posso leggere quindi le mie ricerche sono state limitate. E' possibile quindi che anche alcuni degli altri lignaggi dell'Europa Centrale, del Nord e dell'Est fossero stati antichi. Alla fine di questo post troverete questi manoscritti dove appaiono dei Brega in Lombardia e Francia nel medioevo.

Nella regione Italiana delle Marche il cognome potrebbe essere apparso nel Seicento, dato che all'inizio del Settecento ce n'erano pochissimi di sesso maschile. (Almeno nell'Alta Vallesina, nella provincia di Ancona i Brega apparivano a volte come "Pezzante" invece di Brega, questo era un cognome alternativo o forse un soprannome).

Non si puo dare per scontato che nelle Marche si tratti dello stesso cognome Brega che esiste in Lombardia sin dal medioevo. Attualmente ci sono circa 200 famiglia Brega in Lombardia (con la piu alta frequenza tra Pavia e Piacenza) e circa 100 famiglie Brega nelle Marche (con la piu alta frequenza in provincia di Ancona, tra Serra San Quirico e Montecarotto).


Questo blog riguarda quindi questo ultimo lignaggio delle Marche.

Se qualche Brega non Marchigiano (ad esempio Lombardo) avesse fatto dei test DNA sulla sua linea paterna o cromosoma Y(SNP terminale o marcatori STR), lo prego di lasciare un commento per poter comparare i risultati. Se volete restare in incognito vi daro un indirizzo e-mail.











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                                               I PRIMI BREGA DELLE MARCHE

Durante il Regno Italico di Napoleone, all'inizio dell'Ottocento la zona settentrionale delle Marche era divisa in due dipartimenti:

- Il Dipartimento del Musone  corrispondeva alla provincia di Macerata e all'Alta Valle dell'Esino (verso Fabriano) nella provincia di Ancona.

Ecco una carta topografica del 1810 del Dipartimento del Musone:








- Il dipartimento del Metauro comprendeva la città di Ancona, la Bassa Valle dell'Esino (verso Falconara), e la provincia di Pesaro e Urbino.

Ecco una carta topografica del dipartimento del Metauro:







Per la Vallesina, nella provincia di Ancona, sono per il momento disponibili online solo i registri dello Stato Civile Napoleonico del dipartimento del Musone (1808/1814), quindi gli atti di stato civile dell'Alta Vallesina (verso Fabriano).

Secondo questi registri, appaiono nelle Marche solo (almeno) tre Brega di Sesso Maschile nati nei primi anni del Settecento, probabilmente tra il 1720 e il 1730. Sono menzionati, già morti, negli atti di stato civile Napoleonico (1808/1814) dei loro discendenti. Forse ce n'erano altri che non hanno avuto discendenti.

- Ce n'erano almeno due a Castelletta di Fabriano, in provincia di Ancona, Simone e Giambattista, contadini, e alcuni discendenti, di professione anch'essi contadini mezzadri e contadini coloni.

- Ce n'era almeno uno ad Osimo, in provincia di Ancona, Tommaso, fornacciaio, e pochissimi discendenti, di professione anch'essi fornacciai, cioè lavoravano nelle fornaci.

Almeno dalla generazione successiva a quella di questi primi Brega della provincia di Ancona, nati verso il 1720/1730, c'era almeno  un Brega anche a Sant'Angelo in Vado, nei pressi di Urbino, nato verso il 1740/1750, di professione calzolaio, e i suoi pochi discendenti saranno quasi tutti anch'essi calzolai. Nella zona di Urbino, dove si trova Sant'Angelo in Vado, non sono disponibili i registri dello stato civile Napoleonico, solo quelli del successivo stato civile Italiano, che inizia nel 1866. Si conosce l'esistenza di questo Brega di Sant'Angelo perchè una sua figlia si sposa ad Osimo con un uomo di quella città, ed appare nei registri dello stato civile Napoleonico di Osimo. Forse c'era quindi una relazione almeno tra i pochi primi Brega di Osimo e quest'uomo residente a Sant'Angelo in Vado.


Ecco quindi dove c'erano con certezza dei Brega di sesso maschile nati nelle Marche nella prima metà del Settecento:










Questi primi Brega erano nati nel Settecento nello Stato Pontificio, e i loro nomi sono citati negli atti dei loro discendenti che vivevano già nel successivo Regno Italico di Napoleone (1808/1814). Alla fine del regno di Napoleone, nel 1815, le Marche tornarono di nuovo allo Stato Pontificio, da cui usciranno definitivamento solo con l'Unità d'Italia, nel 1860. Ecco una mappa del Regno Italico di Napoleone, con il nome dei Dipartimenti:




Il REGNO ITALICO DI NAPOLEONE.



C'erano quindi all'inizio del Settecento due piccoli gruppi di Brega intorno alla Valle del fiume Esino, uno nell'Alta Vallesina a Castelletta di Fabriano, l'altro, verso la costa, ad Osimo. E' difficile capire se questi Brega fossero parenti.

I discendenti di uno dei due Brega di Castelletta di Fabriano, nella provincia di Ancona, di nome Simone, si diffonderanno nel corso dell'Ottocento in tutta l'Alta Vallesina, nei comuni di Fabriano, Serra San Quirico, Genga, Apiro, Cupramontana, e all'inizio del Novecento arrivarono a Maiolati Spontini, Monte Roberto e Montecarotto.

I pochissimi discendenti del Brega di Osimo, nella provincia di Ancona, scomparvero nel nulla nella prima metà dell'Ottocento. Non se ne trova piu traccia nè ad Osimo nè altrove nello Stato Civile Italiano, che inizia nel 1866. In questo Stato Civile Italiano, invece, nella zona della vicina Agugliano, i cui precedenti registri Napoleonici non sono disponibili perchè apparteneva al dipartimento del Metauro, si trovano almeno tre Brega nati intorno al 1780, menzionati già morti negli atti dei loro discendenti, i quali si erano già diffusi ad Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara. I discendenti di due di questi almeno tre Brega della zona di Agugliano, i quali si trasferirono a Chiaravalle, apparvero sempre nello stato civile Italiano con il cognome Breghini. Dato che per queste zone della Bassa Vallesina non sono disponibili i registri di stato civile Napoleonici, è difficile capire se fossero discendenti dei pochi Brega di Osimo o se ci fosse stato almeno un Brega anche nella zona di Agugliano all'inizio del Settecento.

Quanto a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino, nel successivo Stato Civile Italiano continueranno ad esserci dei Brega ma erano pochi, e i loro discendenti devono essere oggi molto rari.





Castelletta di Fabriano






Osimo





Agugliano








Sant'Angelo in Vado



Anche se c'è un vuoto di 50 anni in questa zona delle Marche dalla fine dello Stato civile Napoleonico, nel 1814, all'inizio del successivo Stato civile Italiano, nel 1866, è stato possibile ricostruire l'albero genealogico dei Brega dell'Alta Valle dell'Esino (Castelletta, Albacina, Genga, la Contrada Cestino di Avacelli, Serra San Quirico e contrade, Domo, Rotorscio o Castellaro, Sasso, la contrada Esinante di Cupramontana, la contrada Rotorscio di Apiro, Montecarotto, Maiolati Spontini, Monte Roberto) a partire da un antenato, Simone Pezzante alias Brega, nato intorno al 1730 e residente nella contrada Pezze di Castelletta, fino agli anni trenta del Novecento. Questo albero, che è stato diviso in tre alberi genealogici, comprende la maggior parte degli antenati dei Brega della provincia di Ancona.

Negli atti dello Stato Civile Napoleonico, questo Simone di Castelletta e la sua famiglia , contadini mezzadri o contadini coloni, appaiono o come Pezzante o come Brega. Durante tutto l'Ottocento e forse anche piu tardi i Brega dell'alta Vallesina erano conosciuti anche come "Pezzante".

"Pezzante", nell'Italiano arcaico, significava "povero, pezzente".

Tuttavia, abbiamo visto che queste persone vivevano in questa contrada "Pezze" di Castelletta. Questa contrada si trovava sul colle Stripparelli, che domina l'imboccatura della Gola della Rossa, verso Serra San Quirico. Nel colle a fianco si trovava l'Eremo di Grottafucile. In diverse frazioni Italiane, anche in provincia di Ancona, esiste o esisteva una contrada "Pezze". Probabilmente deriva dal nome "Pezza" che significava un appezzamento di terreno e potrebbe essere legato al contratto di mezzadria. Un Podere mezzadrile era diviso in diverse "pezze" di terreno, dove il Mezzadro effettuava l'avvicendamento delle colture.

Da Wikipedia: "La mezzadria è un contratto agrario d'associazione con il quale un proprietario di terreni (chiamato concedente) e un coltivatore (mezzadro) si dividono (normalmente a metà) i prodotti e gli utili di un'azienda agricola (podere). Il comando dell'azienda spetta al concedente. Nel contratto di mezzadria, il mezzadro rappresente anche la sua famiglia (detta famiglia colonica). Una sottospecie della mezzadria è la colonia parziaria, dove il coltivatore (qui chiamato colono) contrae pero obblighi solo per sé stesso e non anche per la sua famiglia".

Forse questa contrada "Pezze" era uno dei rari luoghi dove c'erano una volta terreni per la mezzadria a Castelletta. "Pezzante" potrebbe anche avere una relazione col nome di questa contrada, dato che i primi Brega chiamati cosi, nati nel Settecento, appaiono tra il 1808 e il 1814 negli atti dello stato civile Napoleonico come abitanti in quel luogo e esercitanti il mestiere di contadino mezzadro o contadino colono.

Ecco un'immagine del Colle Stripparelli, indicato dalla freccia rossa, sulle cui pendici si trovava la Contrada Pezze di Castelletta. Dietro, in alto a destra, si trova la zona industriale Serralta di Serra San Quirico. A sinistra, indicato da una freccia grigia, si trova l'Eremo di Grottafucile:












Ed ecco un particolare del foglio del Castasto Gregoriano di Castelletta, che era un catasto Pontificio che nacque nel 1816 ed entro in vigore nel 1835, dove si vede la Contrada Pezze, che domina la zona Serralta di Serra San Quirico (la zona industriale) e l'imbocco della Gola della Rossa:






Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/




Ecco un altro particolare del foglio del Catasto Gregoriano di Castelletta dove si vedono le contrade del paese, compresa la contrada Pezze:






Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/


Ed ecco il link per il foglio intero del Catasto Gregoriano di Castelletta. Quest'immagine si trova sul sito Imago, o Progetto Imago II, dell'Archivio di Stato di Roma, dove sono conservati tutti i fogli catastali gregoriani delle Marche (mappe e mappette):


http://www.cflr.beniculturali.it/Gregoriano/s_mappette.php?Provincia=Macerata&Territorio=Fabriano&Mappa=49&Soggetto=%20&Sezione=%20&Denominazione=Castelletta&Descrizione=






Alla fine del post troverete una lista delle frazioni verificate nello stato civile.







 







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                             I DISCENDENTI DEI PRIMI BREGA DELLE MARCHE

Nel 1860, con la Battaglia di Castelfidardo, le Marche escono definitivamente dallo Stato Pontificio ed entrano a far parte del Regno d'Italia. Quanto segue risulta dagli atti di stato civile dello Stato Civile Italiano di Ancona, Stato Civile Italiano di Macerata e Stato Civile Italiano di Pesaro e Urbino, che debuttarono nel 1866. In questo capitolo troverete degli alberi genealogici.

Tra i tre gruppi di Brega che erano vissuti nelle Marche nel Settecento ed erano apparsi negli atti del precedente Stato Civile Napoleonico (1808/1814), solo quelli di Casteletta di Fabriano e Sant'Angelo in Vado avevano avuto discendenti ed esistevano ancora, quelli di Osimo erano scomparsi nel nulla nella prima metà dell'Ottocento.

Ecco innanzitutto una carta della Vallesina:











1) Nell'alta Vallesina (i comuni di Fabriano, Serra, Genga, Apiro, Cupramontana, Montecarotto, Maiolati e Monte Roberto) risulta quanto segue:

- Negli atti del precedente stato civile Napoleonico (1808/1814), a Castelletta di Fabriano appaiono due capostipiti, Simone Pezzante alias Brega e Giambattista Brega, nati verso il 1730. Erano probabilmente fratelli, quindi figli di uno stesso antenato X nato verso il 1700.

Dagli atti del successivo stato civile Italiano (dal 1866), risulta che i discendenti di Simone Pezzante alias Brega, che era domiciliato nella contrada Pezze di Castelletta, nei pressi dell'Eremo di Grottafucile, oltre ad essere ancora presenti a Castelletta e nelle sue contrade, si erano già diffusi nelle località che vedete nell'immagine qui sotto. Tra queste località qui sotto, a Montecarotto, a Maiolati Spontini e a Monte Roberto, il cognome arrivo solo all'inizio del Novecento:












Invece, dell'altro capostipite di Castelletta, Giambattista Brega, domiciliato all'interno del villaggio, non sembrano rimanere discendenti di cognome Brega. Dei due figli maschi che avra a Castelletta, uno si chiamava Biagio Ventura. Ventura era uno dei cognomi che venivano attribuiti ai trovatelli, potrebbe trattarsi quindi di un figlio adottato oppure naturale ma illeggittimo. I discendenti di questo Biagio Ventura ebbero tutti lo stesso cognome. L'altro figlio maschio di questo Giambattista, che ebbe il cognome Brega non sembra aver avuto discendenti maschi a Castelletta, quindi sembrano esserci solo dei Ventura discendenti di Giambattista Brega a Castelletta. Questo Giambattista si risposerà forse a Precicchie, dove avrà dei figli, che resteranno apparentemente, anch'essi, senza discendenti maschi di cognome Brega.

Ed ecco qui sotto uno schema dei discendenti di Simone Pezzante alias Brega di Castelletta e dei loro alberi genealogici. Questo Simone è l'antenato di tutti i Brega i cui antenati vivevano nell'Alta Valle dell'Esino, cioè nei comuni di Fabriano, Serra San Quirico, Genga, Apiro, Cupramontana, Montecarotto, Maiolati e Monte Roberto. Quindi è l'antenato della maggior parte dei Brega della provincia di Ancona.

Troverete di nuovo questo schema piu avanti, in due capitoli dedicati alla storia dei Brega di Castelletta e dei loro discendenti, insieme alle immagini degli alberi genealogici.

Questo è il link per visualizzare questo schema su Google Photos, con una piu alta risoluzione:

https://photos.app.goo.gl/sJXTu7b6p4Kgs75w7









Ed ecco i link a Google Photos per visualizzare questi tre alberi genealogici presenti nello schema qui sopra, che sono dei discendenti di Simone Pezzante alias Brega di Castelletta (fino al 1929 al massimo). Li troverete di nuovo piu avanti, in due capitoli sui Brega di Castelletta e i loro discendenti nell'alta Vallesina. Se volete completare questi alberi, al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento, lasciate un commento alla fine del post :

ALBERO GENEALOGICO NUMERO 1:

https://photos.app.goo.gl/3r3Y2ueKLX3Pr2oH8

ALBERO GENEALOGICO NUMERO 4:

https://photos.app.goo.gl/Ze77xf5Fehkisgg1A

ALBERO GENEALOGICO NUMERO 7:

https://photos.app.goo.gl/kHQsiTBRnZikneoC7


Per i discendenti dell'altro, Giambattista, ci sono gli alberi genealogici numero 2 e numero 5, ma non vi troverete i vostri antenati. Troverete questi due alberi piu avanti.




2) Nella Bassa Vallesina (verso Falconara) risulta quanto segue:

Appare dall'inizio dello stato civile Italiano di Ancona (dal 1866) un gruppo di Brega ad Agugliano, Castel d'Emilio (frazione di Agugliano), a Chiaravalle e a Falconara. I tre Brega piu anziani di sesso maschile trovati in questo gruppo, che sono citati già morti negli atti dei loro discendenti, sembrano essere nati intorno al 1780 nella zona di Agugliano, ma non se ne conoscono le origini.

Purtroppo per questa zona della Bassa Vallesina non sono ancora disponibili online i registri del precedente Stato Civile Napoleonico (1808/1814), quindi non è ancora possibile scoprire il nome dei genitori e nonni di questi tre Brega piu anziani nati ad Agugliano. Non è stato quindi possibile sapere se erano parenti e non si puo legare il loro albero genealogico agli altri.

In questo gruppo di tre Brega nati ad Agugliano intorno al 1780, i discendenti di uno dei tre vivranno ad AguglianoCastel d'Emilio e Falconara e appariranno sempre come Brega. Invece, i discendenti degli altri due vivranno a Chiaravalle ed appariranno sempre come Breghini invece di Brega.

Per questi Brega di Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara c'è l'albero genealogico numero 9.

Ecco il link per Google Photos dell'albero genealogico dei Brega di Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara (al massimo fino al 1929). Potreste non capirlo bene a questo punto. Lo troverete di nuovo piu avanti, nel capitolo dedicato a questi Brega. Se volete completare questo albero, al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento, lasciate un commento alla fine del post:

ALBERO GENEALOGICO NUMERO 9:

https://photos.app.goo.gl/kYwk2eNyrUDwkmFE6




Appare anche nella Bassa Vallesina, (verso Falconara), in due antichi annuari della provincia di Ancona, un solo Brega a Camerata Picena, nato nel 1784. Nel primo annuario, del 1835, è assessore anziano al comune di Camerata Picena e appare come Angelo Brega, nel secondo annuario, del 1851, è commissario al comune di Camerata Picena e appare come Angelo Zoppi Brega. Nei registri dello Stato Civile Italiano di Camerata Picena, dal 1866, si trovano solo i suoi discendenti, che avranno tutti questo secondo cognome, e nessun Brega. Non è stato possibile legare questa persona ad altri alberi genealogici e non è stato creato nessun albero genealogico in questo post per questi Zoppi Brega.

Ecco quindi dove appaiono dei Brega (o Breghini) viventi intorno alla Bassa Vallesina, all'inizio dello stato civile Italiano, nel 1866:











3) Nella provincia di Pesaro ed Urbino, risulta quanto segue:

- Per il Brega che è menzionato negli atti di stato civile Napoleonico come residente a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino, risulta che all'inizio dello stato civile Italiano di Pesaro e Urbino (dal 1866) c'erano ancora dei Brega a Sant'Angelo, probabilmente suoi discendenti, ma già molto meno numerosi di quelli della Vallesina, in provincia di Ancona. Nei primi del Novecento i Brega sembrano estinguersi completamente a Sant'Angelo in Vado. Alcuni si erano trasferiti nelle vicine UrbinoUrbania e Piandimeleto, e in seguito a Pesaro, ma ci furono pochissimi discendenti.

Troverete questo gruppo di Brega nell'albero genealogico numero 3.

Ecco il link per Google Photos dell'albero genealogico dei Brega di Sant'Angelo in Vado, al massimo fino al 1929. E' difficile che possiate capirlo a questo punto. Troverete di nuovo quest'albero genealogico in un capitolo dedicato ai Brega di Sant'Angelo. Se volete completare questo albero, al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento, lasciate un commento alla fine del post:

ALBERO GENEALOGICO NUMERO 3:

https://photos.app.goo.gl/GHCKoY5gPFfeFJCYA



Ecco quindi dove appaiono dei Brega viventi all'inizio dello stato civile Italiano nella provincia di Pesaro e Urbino, nel 1866. Alla fine dell'Ottocento il cognome appare anche nelle vicine Urbino, Urbania e Piandimeleto, e nel Novecento a Pesaro.
















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I prossimi tre capitoli, che contengono degli alberi genealogici, riguardano i Brega i cui antenati vivevano nell'alta Vallesina, nella provincia di Ancona. (Castelletta, Albacina, Serra San Quirico, Genga, Domo, Sasso, Rotorscio, Cupramontana, Montecarotto, Maiolati Spontini, Monte Roberto) Se i vostri antenati vivevano ad Agugliano, nella provincia di Ancona, o a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino, e questi tre prossimi capitoli non vi interessano, potete saltare ai seguenti.







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                                            LA STORIA DI CASTELLETTA







Per ulteriori informazioni sul villaggio: http://www.castelletta.it/


Secondo lo stato civile Napoleonico, tra le tracce piu antiche del cognome Brega nelle Marche, se ne trovano a Castelletta di Fabriano, a 610 metri di altezza, al sud del monte Rovellone o Revellone, in quello che è oggi il Parco Naturale della gola della Rossa. 











Castelletta domina al nord est la città di Serra San Quirico e la Vallesina, e all'ovest la Gola della Rossa.









Castelletta di Fabriano con la Vallesina sullo sfondo


La Gola della Rossa


La storia di Castelletta è legata a quella di due potenti famiglie  di signori feudali, quella dei Gentili di Rovellone e, dal 1305 quella dei Chiavelli di Fabriano. I primi costruirono il castello di Castelletta. La prima menzione del villaggio appare in un testo del 1292. Questo testo riguarda un ordine monastico che fu fondato a Grottafucile, nei pressi di Castelletta, quello dei monaci Silvestrini, e Castelletta appare nominata come Castelletum. I Gentili di Rovellone erano un ramo della famiglia degli Atti o Attoni di Cerreto e Matelica, di origine Longobarda. Questa zona delle Marche fece parte del Ducato di Spoleto, appartenente ai Longobardi, e poi del Ducato di Camerino.

Dal libro "ABBAZIE E CASTELLI DELLA COMUNITA' MONTANA ALTA VALLE DELL'ESINO" di Giancarlo Castagnari:
"Sotto il conte Gentile, uomo pio e cultore degli studi di diritto, il feudo per consistenza di beni ed estensione territoriale diviene una delle più importanti aggregazioni dell’alto Esino (fra Jesi e Fabriano) che si riconosce in un unico signore capace di tener testa ai vicini comuni e agli altri nobili del luogo."

I Gentili di Rovellone giurarono fedeltà alla città di Jesi, quindi erano tenuti a vivere in quella città tre mesi all'anno. Altrimenti vivevano nella fortezza da cui prendevano il nome, posta in cima al monte Rovellone o Revellone, che domina il castello di Castelletta. C'era anche un borgo del castello del monte Rovellone nella contrada Falasche di Castelletta, oggi completamente scomparso. Oggi, di questa fortezza sulla cima del monte Rovellone resta solo qualche rovina delle fondazioni.

Dal libro "ABBAZIE E CASTELLI DELLA COMUNITA' MONTANA ALTA VALLE DELL'ESINO" di Giancarlo Castagnari:
"Nel XIII secolo questi feudatari dell’alto Esino stipulano “atti e convenzioni” con Jesi in virtù dei quali - secondo un documento del 1251 - Gentile di Rovellone pone i suoi uomini, beni, castelli e rocche a difesa e protezione del comune, dove va a risiedere tre mesi all’anno con la famiglia, lasciando liberi i propri vassalli di farsi cittadini. A sua volta Jesi nell’accettare la “dedizione” del potente signore pagense di parte ghibellina, gli promette perpe tua protezione."







 
Il monte Rovellone, che domina il castello di Castelletta e, sullo sfondo, Serra San Quirico e la Vallesina









Dal sito http://piccolabibliotecajesina.it/archivio/Rovellone.pdf









Ed ecco dal documento "I CENTRI MURATI IN ETA' MEDIEVALE", una descrizione del castello e una cronologia delle carte diplomatiche che lo riguardano:


http://sit.provincia.ancona.it/sit/pubblicazioni/CENTRI_MURATI.pdf









Nel 1227 il conte Corrado di Gentile, della famiglia dei Gentili di Rovellone,  donò a Silvestro dei Guzzolini di Osimo una località chiamata Grottafucile dove fondò il primo monastero dell'ordine dei Silvestrini. San Silvestro Guzzolini di Osimo si ritiro come eremita a Grottafucile dal 1227 al 1231. La sua presenza attiro molti giovani che si fecero monaci. In seguito Silvestro fondo il monastero di Montefano, nei pressi di Fabriano.




I resti dell'eremo di Grottafucile (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



Nel 1305, Donna Margherita, vedova del conte Gentile della famiglia dei Gentili di Rovellone, vendette il castello di Castelletta a Vagnino di Alberghetto Chiavelli, che agiva per conto della città di Fabriano. Nel 1308 Castelletta passa sotto la giurisdizione della città di Fabriano.

Dal libro "ABBAZIE E CASTELLI DELLA COMUNITA' MONTANA ALTA VALLE DELL'ESINO":
"Da parte sua la contessa Margherita si muove con deci sione e destrezza. Nel 1305 vende a Fabriano, che non aspetta altro, i castelli di Rovellone. Castelletta. Avoltore, Grotte, Precicchie con relativa giurisdizione per 20.000 libre ravennati e anconitane, legando così sempre più i propri interessi e quelli dei suoi figli al comune, che ormai è divenuto illegittimo protettore della sua famiglia, fino al punto di impegnarsi con atto notarile a sostenere tutte le spese per eventuali liti dovute a rivendicazioni di eredità da parte di altri pretendenti."






Il castello di Castelletta (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)
 



Dal documento "I CENTRI MURATI IN ETA' MEDIEVALE", ecco una descrizione del castello di Castelletta e una cronologia delle carte diplomatiche che lo riguardano:

http://sit.provincia.ancona.it/sit/pubblicazioni/CENTRI_MURATI.pdf












Sempre dal documento "I CENTRI MURATI IN ETA' MEDIEVALE"

http://sit.provincia.ancona.it/sit/pubblicazioni/CENTRI_MURATI.pdf

Ecco due carte diplomatiche del 1306 dove risulta che il comune di Fabriano, all'inizio del Trecento, cerca di distribuire la popolazione del contado nei diversi castelli che aveva acquisito, compreso quello di Castelletta:

Il primo riguarda la popolazione del borgo di Avultore:




Il secondo riguarda la popolazione di Precicchie:





Nel sito www.fabrianostorica.it c'è un capitolo sui rapporti tra Fabriano e la frazione di Castelletta nel tardo medioevo:

"Fabriano nominava il Castellano che doveva tutelare i diritti del comune. Il castello, invece, ogni due mesi eleggeva "I Quattro" che controllavano la vita del paese. Il "Camerlengo" aveva poi il compito di riscuotere le tasse, registrare le spese, ecc. Il "balivo" svolgeva il compito di guardia, gli "stimolatori" valutavano i danni arrecati ai boschi. Gli "abbondanzieri" duravano in carica un anno e avevano il compito di custodire e dispensare il grano della comunità, regolare il prezzo del pane ecc. I "deputati", eletti dai cittadini per particolari circostanze, rappresentavano il castello nelle cerimonie pubbliche. Il "Pubblico Consiglio" era formato dai capifamiglia e aveva potere consultivo e di proposta. Tutte le proposte venivano votate con il sistema delle fave bianche o nere."

Durante il Quattordicesimo secolo Fabriano, che possedeva Castelletta, partecipo alla lotta tra Guelfi e Ghibellini, fino a quando, nel 1378, la potente famiglia Ghibellina dei Chiavelli prevalse. Dopo il massacro dei Chiavelli, nel 1435, ci fu un breve periodo di dominazione da parte di Francesco Sforza (1435-1444). In seguito, Fabriano (e quindi Castelletta) passa allo Stato Pontificio.

Nel 1798, Fabriano (e quindi Castelletta) passa a far parte della Repubblica Romana del Generale Berthier, ma nel 1800 ritorna allo Stato Pontificio. Ma non per molto, perchè nel 1808 passa a far parte del Regno Italico di Napoleone.

Durante il regno di Napoleone Castelletta appartiene al Dipartimento del Musone, distretto di Macerata, comune di Apiro. Quindi Castelletta diventa sotto Napoleone una frazione di Apiro. In questo periodo appaiono i primi documenti di stato civile, quello Napoleonico (1808/1814). A Castelletta sono stati redatti dal parroco Francesco Sforza. Questi documenti sono consultabili online sul sito http://www.antenati.san.beniculturali.it/ e si trovano tra quelli dello Stato Civile di Macerata.

Nel 1811, Napoleone ordino un censimento per conoscere gli usi e costumi del suo impero, incluso il Regno Italico, di cui le Marche facevano parte. Le immagini qui sotto sono anch'esse parte di questo censimento di Napoleone, sono figurine che rappresentano contadini Marchigiani dei primi dell'Ottocento.






























Dopo il periodo Napoleonico, nel 1813 Fabriano passa al provvisorio Regno di Napoli, sotto Gioacchino Murat. Nel 1814 cade nelle mani degli Austriaci. Nel 1815 ritorna di nuovo allo Stato Pontificio.  Castelletta diventa allora una frazione di Albacina. 

Ecco un particolare del Catasto Gregoriano di Castelletta, che è un Catasto Pontificio che nacque nel 1816 ed entro in vigore nel 1835, dove si vede la zona del castello di Castelletta:





Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/




Ecco un'altro particolare del foglio catastale Gregoriano di Castelletta, dove c'è un dettaglio delle differenti contrade del paese:




Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/



Ecco un altro particolare dove c'è un dettaglio del centro abitato:



Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/



Ed ecco un link per visualizzare il foglio intero del Catasto Gregoriano di Castelletta. Si trova sul sito Imago, dell'archivio di stato di Roma, dove sono conservati tutti i fogli catastali Gregoriani (mappe e mappette) delle Marche:

http://www.cflr.beniculturali.it/Gregoriano/s_mappette.php?Provincia=Macerata&Territorio=Fabriano&Mappa=49&Soggetto=%20&Sezione=%20&Denominazione=Castelletta&Descrizione=



Ecco una breve descrizione di Castelletta nel periodo della Restaurazione Pontificia, in un libro del 1829, "Indice alfabetico di tutti i luoghi dello Stato Pontificio colla indicazione della rispettiva legazione e delegazione.. e coll'epilogo in fine dei distretti e governi di ciascuna legazione e delegazione":






Ecco un'altra descrizione di Castelletta, verso la fine del periodo dello Stato Pontificio; Il libro è "Topografia Statistica dello Stato Pontificio" di Adone Palmieri, pubblicato nel 1857:







Il 14 settembre 1860 le truppe Sabaude liberano la città di Fabriano . Fabriano (e quindi Castelletta) verrà annessa al Regno d'Italia di Vittorio Emanuele II.

Ecco delle immagini di contadini di Castelletta nella prima metà del Novecento. Le foto furono fatte da un vecchio parroco di Castelletta, sono state ricavate da un documentario prodotto dalla Comunanza Agraria di Castelletta que si trova su Google Videos:
















     



























Dal testo seguente, una tesi di dottorato di Luca Gorgolini, disponibile sul web, si deducono le condizioni di vita degli abitanti di Castelletta all'inizio del Novecento:

http://amsdottorato.unibo.it/244/1/Tesi_Ivano_Gorzanelli.pdf

Nel settembre del 1934, una relazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fabriano denuncia come “nelle borgate o frazioni si vive più o meno mediocramente; le più disgraziate sarebbero Poggio S. Romualdo distante circa 20 chilometri, dove manca acqua, luce e telefono, e i casi di disturbi intestinali sono frequenti fra quegli abitanti, e, massimamente Castelletta, distante dal capoluogo circa 30 chilometri, dove non esistono risorse agricole e quella gente vive nella più squallida miseria, essendo i pochissimi appezzamenti di terreno coltivabili di bassissima classe. Il desiderio di quei frazionisti di avere una strada di circa 7 chilometri (che darebbe lavoro a quei disoccupati per circa sei mesi), per avere modo di riversarsi, per i loro affari, nel versante più vicino del comune di Serra S. Quirico, offrendo perfino due giornate di lavoro gratuito, non è stato mai accolto da quest’autorità che anzi sarebbe contraria per esigenze di bilancio. L’unico modo però per aiutare definitivamente quei meschini sarebbe di provvedere all’invio fuori provincia, o in colonia di almeno 100 capifamiglia per essere adibiti a lavori di bracciantato agricolo, mancando tutto in quelle disgraziate zone” .














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                                  SIMONE PEZZANTE O BREGA DI CASTELLETTA

Gli alberi genealogici in questo capitolo sono già apparsi nei capitoli precedenti.

Uno dei due capostipiti di Castelletta, Simone Pezzante o Breganato verso il 1730 o 1740, era vissuto nella Contrada Pezze di Castelletta, situata fuori dalle mura del paese, sul Colle Stripparelli, che domina l'imboccatura della Gola della Rossa e la zona industriale Serralta di Serra San Quirico. 

Ecco un link a Google Photos per visualizzare gli atti di stato civile Napoleonico dei suoi primi discendenti, a Castelletta e a Serra San Quirico:

https://photos.app.goo.gl/UXGfZ3FT6yLqHuxE9


Almeno vivevano nella contrada Pezze di Castelletta nel 1810 la vedova di questo Simeone,  Francesca Beccucci, contadina colona, nata a Castelletta nel 1734, e un figlio maschio, Francesco Brega o Pezzante, contadino mezzadro.

Ecco il Colle Stripparelli visto dal lato di Castelletta, guardando verso Serra San Quirico. Sullo sfondo la Gola della Rossa o via Clementina. A sinistra della freccia rossa, sopra una rupe, indicate da una freccia grigia, si trovano le rovine dell'Eremo di Grottafucile. Serra San Quirico si trova in altro a destra, fuori dal perimetro della foto. La località che era una volta la contrada Pezze è conosciuta a Castelletta come Casa de Pappo'. 










Ecco un particolare del Catasto Gregoriano di Castelletta dove si vede la Contrada Pezze, che domina quella che è oggi la zona industriale Serralta di Serra San Quirico e l'imbocco della Gola della Rossa:






Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/




Ecco un link per visualizzare il foglio intero del Catasto Gregoriano di Castelletta, che si trova sul sito Progetto Imago II dell'Archivio di Stato di Roma, dove sono conservati tutti i fogli del Catasto Gregoriano delle Marche:


http://www.cflr.beniculturali.it/Gregoriano/s_mappette.php?Provincia=Macerata&Territorio=Fabriano&Mappa=49&Soggetto=%20&Sezione=%20&Denominazione=Castelletta&Descrizione=



Ecco la chiesa di Santa Maria di Grottafucile, parte dell'Eremo di Grottafucile. Anche se l'eremo era stato progressivamente abbandonato, la chiesetta di Santa Maria di Grottafucile era stata frequentata fino ai primi anni dell'Ottocento, quando Napoleone fece sopprimere molti ordini religiosi, conventi e chiese:






Santa Maria di Grottafucile. Immagine dal sito ViewRanger




Ed ecco un particolare del Catasto Gregoriano di Castelletta, dove c'è un dettaglio dell'Eremo di Grottafucile:





Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/






QUESTO SIMONE BREGA E' L'ANTENATO  DEI BREGA DELL'ALTA VALLESINA, NELLA PROVINCIA DI ANCONA.

Ecco, nello stato civile Napoleonico di Castelletta (1808/1814), l'atto di morte della moglie Maria Francesca Beccucci, contadina colona, redatto dal parroco di Castelletta Francesco Sforza il 14 aprile 1810, dove sono menzionati il defunto marito Simone, che è qui chiamato Brega, e il figlio Francesco Brega o Pezzante, contadino mezzadro:











Il capostipite Simone Pezzante o Simone Brega aveva almeno un altro figlio maschio, Giambattista Pezzante, contadino mezzadro. (che appare come Giovanni Battista Brega nel successivo stato civile Italiano) Era nato a Castelletta e risulta residente nella contrada Piano delle Vene di Serra San Quirico. Questa contrada si trovava piu a valle nella zona Serralta che corrisponde all'odierna zona industriale di Serra San Quirico.


Ecco un particolare del foglio Serra San Quirico-Serralta del Catasto Gregoriano, dove si vede la contrada Piano delle Vene:





Immagine dal sito http://www.cflr.beniculturali.it/




Nell'atto di nascita qui sotto, dello stato civile Napoleonico di Serra San Quirico (1808/1814), è fatta menzione di questo Giambattista, che appare come Giambattista Pezzante, e del padre, che appare come Simone Pezzante.








Simone Pezzante, o Simone Brega, ha avuto anche almeno due figlie femmine, sposate a Serra San Quirico, che appaiono negli atti dello stato civile Napoleonico come Maria Pezzante e Serafina Pezzante.

Questi due figli maschi, Francesco Brega o Pezzante, e Giambattista Pezzante alias Giovanni Battista Brega , sono gli antenati di tutti i Brega che vivevano nell'Alta Vallesina. Sono quindi gli antenati della maggior parte dei Brega della provincia di Ancona.

Ecco qui sotto uno schema degli alberi genealogici dei discendenti di questo Simone Pezzante alias Brega. Ed ecco un link per visualizzare questo schema su Google Photos, con una piu alta risoluzione:

https://photos.app.goo.gl/kpCkiUCoSrb78Gfn9


SE I VOSTRI ANTENATI ERANO DELLA PROVINCIA DI ANCONA, DELLA ZONA DELL'ALTA VALLESINA, LI TROVERETE IN UNO DI QUESTI TRE ALBERI. 













L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 1 è per il figlio Francesco Brega o Pezzante di questo capostipite Simone Pezzante alias Brega, domiciliato nella contrada Pezze di Castelletta, e per i suoi discendenti, fino al 1929 al massimo. I discendenti di questo Francesco si trasferiranno a Serra San Quirico e contrade, Albacina, la contrada Cestino di Avacelli e Genga. 

Se i vostri antenati vivevano in queste zone, dovreste trovarli qui. 

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento alla fine del post.











Ed ecco il link a Google Photos per visualizzare quest'albero con una migliore risoluzione:

https://photos.app.goo.gl/3r3Y2ueKLX3Pr2oH8











Castelletta di Fabriano (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



In questo primo albero c'erano quindi i discendenti di Francesco Brega o Pezzante, figlio del capostipite Simone Pezzante alias Brega della contrada Pezze di Castelletta.

Tra i figli di questo Francesco Brega o Pezzante c'è sicuramente anche un certo Simone Brega. Nei documenti di Stato Civile Italiano la paternità di questo Simone non è mai indicata, ma diversi dei suoi discendenti abitavano nella contrada Pezze, ed erano chiamati "Pezzante", quindi apparteneva sicuramente alla stessa linea paterna.

L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 4 è per questo Simone Brega, sicuramente figlio di Francesco Brega o Pezzante, a sua volta figlio del capostipite Simone Pezzante alias Brega della contrada Pezze di Castelletta, e per i suoi discendenti fino al 1929 al massimo. Alcuni discendenti di questo rimarranno a Castelletta, altri si trasferiranno nella zona di Serra San Quirico, uno andrà a Tivoli. 

Se i vostri antenati vivevano in queste zone, potreste trovarli qui:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo, (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento.










Ed ecco il link a google photos per visualizzare quest'albero con una migliore risoluzione:

https://photos.app.goo.gl/Ze77xf5Fehkisgg1A










Un'altro figlio maschio di questo capostipite Simone Pezzante alias Brega della contrada Pezze di Castelletta è Giambattista Pezzante Giovanni Battista Brega, contadino mezzadro, nato a Castelletta e domiciliato nella contrada Pian delle Vene di Serra San Quirico. Questa contrada dovrebbe corrispondere alla zona industriale Serralta di Serra San Quirico.


l'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 7 è per questo Giambattista Pezzante Giovanni Battista Brega e i suoi discendenti, fino ai primi del Novecento, figlio di Simone Pezzante alias Brega della contrada Pezze di Castelletta. I suoi discendenti si diffusero soprattutto a Serra San Quirico e contrade, nei castelli di Serra San Quirico, cioè Domo, Sasso e Rotorscio (oggi Castellaro), nella via o contrada Esinante di Cupramontana, (nei pressi di Castellaro) e nella contrada Rotorscio di Apiro (probabilmente nella zona dell'abbazia di Sant'Urbano). Piu tardi questa via o contrada Esinante di Cupramontana appare nello stato civile Italiano come la via Barchio di Cupramontana, e la contrada Rotorscio di Apiro apparirà nello stato civile Italiano come la Via Sant'Urbano di Apiro. All'inizio del Novecento, alcuni Brega della via Barchio di Cupramontana andranno a Maiolati Spontini e a Monte Roberto, e alcuni Brega della via Sant'Urbano di Apiro andranno a Montecarotto.

Se i vostri antenati vivevano in queste località, dovreste trovarli qui:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento.








Ed ecco il link a google photos per visualizzare questo albero con una migliore risoluzione:

https://photos.app.goo.gl/kHQsiTBRnZikneoC7












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                                     GIAMBATTISTA BREGA DI CASTELLETTA

Non troverete i vostri antenati in questo capitolo, se non vi interessa potete saltarlo.

Oltre a Simone Pezzante alias Simone Brega, che è apparso nel capitolo precedente, viveva a Castelletta, frazione di Fabriano, un altro uomo, Giambattista Brega, nato verso il 1730 come Simone, e che era probabilmente suo fratello. Giambattista Brega era stato sposato con Anna Catarina di Bonaventura, nata a Castelletta. Lui e la moglie erano già morti quando vennero scritti i primi atti dello stato civile Napoleonico, nel 1808, ed appare citato come fu Giambattista negli atti di un figlio.

Forse era vissuto in Contrada Vicolo Secondo di Castelletta, situata all'interno delle mura del villaggio, dato che viveva in quella via nel 1812 il figlio Biagio Ventura. 

Questo primo figlio di Giambattista Brega, Biagio Venturanato nel 1761, è l'antenato dei Ventura di Castelletta perchè ha avuto diversi figli maschi chiamati Ventura con la prima moglie Maria Giovanna Paladini. Questo Biagio Ventura potrebbe essere stato adottato in quanto i cognomi Ventura, Venturini, Venturelli, erano a volte attribuiti ai trovatelli negli Ospedali dei Proietti. Oppure era un figlio naturale ma riconosciuto tardivamente. Tuttavia, nell'atto di un suo matrimonio, risulta nato da legittimo matrimonio tra Giambattista Brega e Anna Catarina di Bonaventura.

In ogni caso, i Ventura originari di Castelletta sono discendenti di questo Giambattista Brega di Castelletta.





Castelletta di Fabriano ( immagine dal sito I Luoghi del silenzio)





Castelletta di Fabriano (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



Questo capostipite Giambattista Brega ha avuto apparentemente a Castelletta anche un altro figlio di nome Biagio Brega. Non ho trovato discendenti maschi per questo altro Biagio Brega, quindi questo albero genealogico si ferma presto per i Brega, sembrano restare solo dei Ventura come discendenti. 

Anche negli atti di stato civile Napoleonico di Precicchie, frazione di Fabriano, che si trova un po' piu a valle di Castelletta, appare un Giambattista Brega, anche lui morto all'inizio dello stato civile Napoleonico, nel 1808. La sola differenza è che risulta contadino possidente mentre a Castelletta risulta contadino. Questo Giambattista ha avuto a Precicchie forse tre figli, (il primo nel 1789) con Maria Angela Montuschi di Precicchie, nata nel 1765, contadina possidente. Maria Angela Montuschi rimarra vedova di Giambattista e si risposerà sempre a Precicchie, dove morirà nel 1809, doveva essere piu giovane.

Dovrebbe trattarsi di questo Giambattista Brega di Castelletta, che nato forse verso il 1730 a Castelletta, ha avuto con la prima moglie i figli Biagio Ventura e Biagio Brega a Castelletta nel 1761 e 1769, trentenne. Poi, probabilmente vedovo, si è trasferito a Precicchie dove si è rispostato ed ha avuto nel 1789 la prima figlia, ormai  cinquantenne. Potrebbe essere diventato possidente con il secondo matrimonio.


Per discendenti che Giambattista Brega ha avuto a Castelletta, c'è L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 2. Non troverete i vostri antenati in questo albero:












Invece, per i discendenti che Giambattista Brega ha probabilmente avuto a Precicchie, c'è L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 5. Non troverete i vostri antenati in questo albero.


















Precicchie si trova un po' piu a valle di Castelletta:
















Il castello di Precicchie - immagine dal sito the marche experience

Secondo gli atti dello stato civile Italiano (dal 1866), non sembrano esserci piu discendenti Brega maschi a Precicchie alla fine dell'Ottocento, e questa linea si estingue.

Nel villaggio di Precicchie esisteva anche il cognome Bregallini, che non ho avuto il tempo di seguire. Questo cognome Bregallini è molto raro e esiste attualmente in Italia solo nel comune di Fabriano, dove si trova Precicchie. In ogni caso, negli atti dello stato civile Italiano, questo cognome Bregallini rimpiazza in questo villaggio il cognome Brega, che scompare.












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                             L'ATTORE MARIO BREGA, IL CUI NONNO ERA NATO
                             A SERRA SAN QUIRICO E IL QUADRISAVOLO A CAS-
                             TELLETTA DI FABRIANO.










                                                      https://youtu.be/8e5_-OyqEzM







Questo breve capitolo è  sull'attore Mario Brega, il cui vero nome era Florestano Brega, reso popolare soprattutto dai film di Sergio Leone e Carlo Verdone.

Ecco la tomba nel cimitero del Verano:




Immagine dal sito "Find a grave".





Florestano Brega era nato il 25/03/1923 a Roma da Primo Brega, nativo di Tivoli, falegname e atleta olimpico.




Primo Brega. Immagine da http://www.laziowiki.org/wiki/Brega_Primo




Nell'atto di nascita del padre Primo Brega, si legge che era nato l'11 novembre 1892 a Tivoli da Ciro Luigi Brega, bracciante, qui chiamato Luigi Brega, e da madre ignota:




Immagine da: http://www.laziowiki.org/wiki/Brega_Primo


Un anno dopo la nascita di Primo Brega, il 15/04/1893, il padre Ciro Luigi Brega sposa a Tivoli la madre, con cui era stato convivente, Alessandrina Genga. Nell'atto di matrimonio qui sotto, si legge che Ciro Luigi Brega, campagnolo, era nato a Serra San Quirico nel 1857 e che era figlio del fu Sante Brega, di Serra San Quirico, già residente a Tivoli, e della fu Rosa Capitani, di Serra San Quirico, già residente a Serra San Quirico. Si legge anche che dall'unione naturale di Ciro Luigi Brega e Alessandrina Genga era nato un bambino, Primo Brega, e che intendono riconoscerlo come proprio figlio:




Immagine da http://www.antenati.san.beniculturali.it/






Il padre Sante Brega di Serra San Quirico era morto all'ospedale di Tivoli il 15/5/1873. Rimasto vedovo della moglie Rosa Capitani a Serra San Quirico nel 1867, era andato a vivere a Tivoli con almeno due figli. Era figlio di Simone Brega, nato a Castelletta di Fabriano. 






Castelletta. Immagine dal sito "I luoghi del silenzio".






Ecco copia dell'atto di morte di Sante Brega, trasmesso dall'ufficio di Stato Civile di Tivoli a quello di Serra San Quirico, dove Sante Brega risulta nato a Serra San Quirico nel 1821 da Simone Brega:






Immagine da http://www.antenati.san.beniculturali.it/






Questo Sante Brega di Serra, il padre Simone Brega di Castelletta, e i loro discendenti a Tivoli e a Roma, si trovano nell'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 4, che avete già visto piu indietro. Ecco il link a Google Photos per vedere questo albero genealogico.


ALBERO GENALOGICO NUMERO 4:

https://photos.app.goo.gl/Ze77xf5Fehkisgg1A


Se qualche parente di Florestano Brega (Mario Brega) vuole completare l'albero genealogico, lasci un commento alla fine del post.













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    I BREGA DI AGUGLIANO, CASTEL D'EMILIO, CHIARAVALLE E FALCONARA

Questo capitolo riguarda i Brega i cui antenati vissero ad Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara. Se i vostri antenati vivevano a Sant'Angelo in Vado e questo capitolo non vi interessa, andate al successivo.

Ad Agugliano, nella frazione di Agugliano Castel d'Emilio, a Chiaravalle e a Falconara, c'erano dei Brega almeno dall'inizio dell'Ottocento. Appaiono nei registri dello Stato Civile Italiano di Agugliano, di Chiaravalle e di Falconara, che iniziano nel 1866. Purtroppo lo stato civile Italiano di Agugliano è parziale, mancano diversi anni.

I tre Brega piu anziani trovati tra questi erano nati intorno al 1780, probabilmente tutti ad Agugliano. Purtroppo, per questa zona della Bassa Vallesina, non sono disponibili i registri del precedente Stato civile Napoleonico (188/1814), quindi non è possibile scoprire il nome dei genitori di questi primi tre Brega, capostipiti degli altri, e di dove fossero.













Agugliano




I Brega che vivevano ad Agugliano, nella frazione di Agugliano Castel d'Emilio, e a Falconara, appaiono sempre come Brega. Invece i Brega che vivevano a Chiaravalle appaiono spesso negli atti di stato civile come Breghini, e i discendenti di questi appariranno sempre con questo secondo cognome.

Quindi non è stato possibile legare questo albero genealogico di Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara a quello di uno dei tre gruppi di Brega che erano vissuti nelle Marche dalla seconda metà del Settecento, e che sono stati trovati nei registri dello Stato Civile Napoleonico, che erano quelli di Castelletta, Osimo e Sant'Angelo in Vado.





Chiaravalle



E' forse possibile che ci fosse una relazione con i Brega che erano apparsi nei documenti dello stato civile Napoleonico nella vicina Osimo fino al 1814 e che erano scomparsi nella prima metà dell'Ottocento, cioè non se ne trova piu traccia nei registri delle Parrocchie di Osimo dal 1863 al 1865, e in nessun luogo della Vallesina nei registri dello stato civile italiano, che inizia nel 1866.





Falconara Marittima




Una maniera di stabilire se questi Brega di Agugliano discendessero dai Brega di Castelletta sarebbe di sapere se i Brega di Agugliano erano chiamati anch'essi "Pezzante". Infatti, almeno durante l'Ottocento, i Brega dell'alta Vallesina, della zona di Castelletta, Albacina, Serra San Quirico, Domo, Sasso, Rotorscio, la contrada Esinante di Cupramontana, la contrada Rotorscio di Apiro, Maiolati, Monteroberto e Montecarotto, che erano discendenti dei due primi Brega di Castelletta, erano spesso chiamati "Pezzante". Se qualche Brega di Agugliano sa qualcosa, lasci un commento.

Ecco una porta medievale di Castel d'Emilio, frazione di Agugliano, dove appare un certo Cesare Nazzareno Brega di Vincenzo, nato il 30/01/1886 al n. 89 della contrada Castello di Agugliano e morto come soldato nella prima guerra mondiale all'ospedale militare di Ancona. Lo troverete nell'albero genealogico che segue.





Una lapide posta in una porta medievale di Castel d'Emilio, frazione di Agugliano, dove appare un Cesare Brega, morto nella prima guerra mondiale. (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)




Ed ecco l'atto di morte di questo Cesare Brega:











Castel d'Emilio, frazione di Agugliano. (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)




 L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 9 è per questi Brega di Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento alla fine del post.









Ed ecco un link per visualizzarlo su Google Photos con una risoluzione molto migliore:

ALBERO GENEALOGICO NUMERO 9

https://photos.app.goo.gl/kYwk2eNyrUDwkmFE6












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                                           I BREGA DI SANT'ANGELO IN VADO

Almeno dal Settecento c'erano dei Brega anche a Sant'Angelo in Vado, alla confluenza del torrente Morosina sul fiume Metauro, in provincia di Pesaro e Urbino. Purtroppo, anche se Urbino ha fatto parte del Regno Italico di Napoleone non è disponibile lo stato civile Napoleonico, ma solo dal 1866 lo stato civile Italiano.

Durante il periodo Napoleonico, Sant'Angelo in Vado ha fatto parte del Dipartimento del Metauro, che comprendeva la provincia di Pesaro e Urbino, la città di Ancona e l'Alta Vallesina (verso Falconara). Ecco un'antica carta del Dipartimento del Metauro, del 1813:






E' difficile stabilire che legame ci fosse tra questi Brega di Sant'Angelo in Vado e quelli di Castelletta ed Osimo, che erano anch'essi già presenti nel Settecento. Mentre quelli dell'alta Vallesina erano quasi tutti contadini coloni o contadini mezzadri e quelli di Osimo erano tutti fornacciari, cioè lavoravano nelle fornaci, questi di Sant'Angelo erano tutti calzolai. Di nuovo, la sezione commenti di questo blog potrebbe permettere di elucidare il mistero se qualcuno avesse informazioni.









Sant'Angelo in Vado




Sant'Angelo in Vado era una volta la città romana di TIPHERNUM METAURENSE, denominazione che deriva da tipher o tifia, pianta acquatica che si sviluppa nelle zone paludose. Altri pensano che il toponimo derivi da una parola Picena, Tifer, che significava palude. Il toponimo è menzionato dagli storici Plinio il Vecchio e Tolomeo. Fu distrutta nel VI secolo A.D. dai Goti durante la guerra tra i Goti e i Bizantini. Fu ricostruita dai Longobardi sulle rovine della città Romana e dedicata dai Longobardi all'Archangelo Michele. Divenne, durante il IX secolo A.D. la capitale della MASSA TRABARIA, una provincia ecclesiastica incuneata tra Marche, Romagna, Toscana ed Umbria, cosi chiamata per gli abeti dei suoi monti che fornivano le travi per la costruzione delle basiliche romane, seguendo le correnti del Tevere. Qui si radunava il Parlamento della Provincia di Massa Trabaria che comprendeva il territorio incluso tra Cagli - Urbino e l'Appennino. Durante il XIV secolo diventa un feudo della famiglia dei Brancaleoni. Nel 1437, dopo il matrimonio tra Federico di Montefeltro e Gentile Brancaleoni, passa alla famiglia dei Montefeltro e diventa parte del Ducato di Urbino. Sotto questa dinastia, particolarmente nel periodo del suo più grande esponente, Federico II, l’intera area conobbe la splendida stagione del Rinascimento urbinate. Nel 1631, con la morte del duca Francesco Maria II della Rovere e l’estinzione della casa dei della Rovere, succeduta ai Montefeltro, il territorio della antica Massa Trabaria entrò a far parte dello Stato della Chiesa assieme alle altre terre e città del ducato di Urbino. Nel 1636 Papa Urbano VIII elevò Sant'Angelo al rango di "Città" e la promosse a Diocesi. Nel luglio del 1849 di qui passò Giuseppe Garibaldi in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana. Sant'Angelo in Vado entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1860-61.





Sant'Angelo in Vado





Per Sant'Angelo non sono quindi disponibili i documenti dello stato civile Napoleonico (1808/1814). Tuttavia, nello stato civile Napoleonico di Osimo (1808/1814) è stata trovata una Teresa Brega, cucitrice, nata a Sant'Angelo in Vado e figlia maggiore di Ludovico Brega di Sant'Angelo in Vado, che deve quindi essere nato verso il 1740 o 1750. Questa Teresa va a vivere ad Osimo perchè sposa un uomo del luogo. Quindi, i Brega si trovavano a Sant'Angelo almeno dall'inizio del Settecento

I primi documenti disponibili per Sant'Angelo sono quindi gli atti del successivo stato civile Italiano di Pesaro e Urbino. (dal 1866) In questi appare citato un Grespino Brega, calzolaio nato alla fine del Settecento, già morto all'inizio dello stato civile Italiano. Nella generazione successiva, nata all'inizio dell'Ottocento c'erano solo due Brega di sesso maschile a Sant'Angelo, Giustino Brega e Domenico Brega, calzolai, anch'essi già morti all'inizio dello stato civile Italiano, per i quali i genitori non sono mai indicati. Forse erano figli di questo Grespino Brega. 

A partire de questi due Brega, è evidente dall'albero genealogico que quasi tutti i bambini morivano a Sant'Angelo in Vado. Forse era un luogo insalubre e c'erano molte epidemie. Tra i discendenti di questi due qui sopra, uno si trasferi ad Urbino, uno ad Urbania, due a Piandimeleto, e piu tardi, uno a Pesaro, e un'altro emigro a Nizza, in Francia, ma ci furono pochissimi discendenti. A Sant'Angelo in Vado il cognome Brega sembra sparire nei primi del Novecento.

I registri delle nascite a S. Angelo in Vado, Urbino, Urbania e Piandimeleto, sono disponibili solo fino al 1903. Se qualcuno, dopo aver visto l'albero genealogico, ha informazioni riguardo questi pochi discendenti sopravvissuti, lasci un commento alla fine di questo post.




Ecco L' ALBERO GENEALOGICO NUMERO 3 DEI BREGA DI SANT'ANGELO IN VADO, URBINO, URBANIA E PIANDIMELETO, fino ai primi del Novecento:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo, (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento alla fine del post.







Ed ecco il link a google photos per quest'albero con una migliore risoluzione:

https://photos.app.goo.gl/GHCKoY5gPFfeFJCYA








Sant'Angelo in Vado




Sant'Angelo in Vado




Nel mese di luglio dell'anno 1849, Giuseppe Garibaldi passo per Sant'Angelo in Vado dopo la caduta della Repubblica Romana.

Nel libro "Gli ultimi granduchi di Toscana" di Giorgio Cucentremoli, si legge che:

"In questa località, nello stesso giorno 1 di agosto, veniva A Sant'Angelo in Vado la cavalleria austriaca, in un parapiglia pauroso, attaccò la retroguardia di Garibaldi rimasta indietro nel mentre ufficiali e soldati uscivano dalle case dove eran stati ospitati. Qualcuno degli ufficiali non ebbe neanche il tempo di allacciarsi la sciabola e di montare a cavallo. Un certo Giustino Brega, calzolaio, denunciò agli Austriaci di avere in casa un ufficiale garibaldino e quest'ultimo fu fucilato. Ma il Brega, circondato dal disprezzo unanime, senza che mai più da chicchessia gli fosse rivolta la parola, morì pazzo."


Dal libro "Biblioteca storica del risorgimento Italiano - Edizioni 9-12":






Sant'Angelo in Vado



Un figlio di questo Giustino Brega, un certo Pio Brega, anche lui calzolaio, si trasferi ad Urbino. Questo Pio Brega era il padre del famoso architetto Giuseppe Brega, maestro dello stile Liberty, che disegno il famoso Villino Ruggeri a Pesaro. Qualche cenno biografico:

"Il Prof. Arch. Giuseppe Brega nacque in Urbino il 18 marzo 1877 da umile famiglia artigiana: suo padre Pio (nato a Sant'Angelo in Vado il 17/08/1846) era ciabattino, sua madre si chiamava Agostina Pierluigi (nata in Urbino il 27/08/1855)"





Il villino Ruggeri a Pesaro



Il villino Ruggeri a Pesaro






Il villino Ruggeri a Pesaro










  
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I prossimi due capitoli riguardano due gruppi di Brega Marchigiani che erano apparsi negli atti di stato civile Napoleonici (1808/1814) e poi sono scomparsi. 




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                  I BREGA DI OSIMO (SCOMPARSI NEI PRIMI DELL'OTTOCENTO)





Secondo gli atti dello stato civile Napoleonico di Osimo, (1808/1814), c'era stato in quella città un Tommaso Brega, fornacciaio, nato verso il 1720 o 1730, e pochi discendenti, anch'essi fornacciai, cioè lavoravano nelle fornaci. Questo Tommaso appare come già morto negli atti di stato civile dei suoi discendenti. Tra i suoi pochi discendenti appare solo un nipote di sesso maschile ad Osimo sposato e con figli.












Nei successivi atti dei Registri delle Parrocchie di Osimo (1863-1865) e negli atti dello stato civile Italiano (dal 1866) non si trova nessuna traccia dei pochi discendenti di questo Tommaso nè ad Osimo nè in nessun altro luogo delle Marche.












Osimo - Porta Musone








Osimo






Negli atti di stato civile Napoleonico appare ad Osimo anche una Teresa Brega, figlia di un certo Ludovico Brega di Sant'Angelo in Vado, nei pressi di Urbino. Questa Teresa sposa un uomo nativo di Osimo, quindi è probabile che ci fosse una relazione tra questo signore di Sant'Angelo in Vado e questi pochi Brega di Osimo. A Sant'Angelo in Vado i Brega continueranno ad apparire nel successivo stato civile Italiano, ma furono pochi.

Nella vicina località di Agugliano, per cui non sono disponibili gli atti dello stato civile Napoleonico, nel successivo stato civile Italiano, dal 1866, appaiono almeno tre Brega di sesso maschile nati intorno al 1780, e diversi discendenti che si erano diffusi ad Agugliano, Castel d'Emilio, Chiaravalle e Falconara. Non è stato possibile trovare una relazione con i Brega di Osimo ma è possibile che fossero dei loro discendenti.



Ecco L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 6 DEI BREGA DI OSIMO, secondo lo Stato Civile Napoleonico di Macerata (1808/1814).






Ed ecco un link a Google Photos per visualizzarlo con una migliore risoluzione:

https://photos.app.goo.gl/nr4sYVbL7bFu822t5










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     TRE BREGA A FRONTALE (SCOMPARSI NEI PRIMI DELL'OTTOCENTO)

Anche a Frontale di Apiro, nella provincia di Macerata, appaiono tre Brega nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Musone (1808/1814). Purtroppo nel successivo stato civile Italiano (dal 1866) non ce n'erano già piu. Quindi l'albero genealogico di questi è molto piccolo.










C'erano tre Brega a Frontale di Apiro durante il periodo dello stato civile Napoleonico di Macerata (1808/1814), due Francesco Brega e una Pasqualina Brega. I due Francesco potrebbero essere in effetti uno solo. In effetti ne appaiono due con età differenti, uno nato nel 1767 l'altro nel 1756 ma spesso l'età indicata nei registri di stato civile non era corretta

Negli atti dello stato civile Napoleonico di Frontale di Apiro, nella contrada Fornaci di Frontale, uno dei due Francesco è indicato come Francesco Brega detto Català, nato nel 1767, Nell'atto di morte di uno dei suoi figli, il figlio appare come Luigi Brega detto Català.

Tutti i Brega della zona di Serra e Fabriano avevano invece come soprannome "Pezzante".

L'altro Francesco Brega, sempre nella contrada Fornaci di Frontale di Apiro, era nato nel 1753 o 1756, secondo gli atti.







Frontale di Apiro






Purtroppo l'ufficiale dello stato civile di Frontale non ha mai indicato negli atti i nomi dei genitori di questi due, quindi manca la generazione precedente ed è difficile capire se questa generazione precedente vivesse già a Frontale o altrove.



L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 8 è per questi Brega di Frontale. Non si tratta neanche di un albero genealogico. Rappresenta la situazione durante lo stato civile Napoleonico. Nel successivo stato civile Italiano di Apiro (dal 1866), non ci sono piu Brega a Frontale.







                                   



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                                           I COGNOMI DELL'ALTA VALLESINA

I cognomi della zona dell'alta Vallesina, dove vivevano i primi Brega della provincia di Ancona, raccontano una storia di immigrazione.

Innanzitutto ci sono i cognomi di origine Lombarda, risultato di immigrazioni di contadini e artigiani Lombardi nella Vallesina dalla fine del Quattrocento fino all'Ottocento.

Poi ci sono altri cognomi che arrivarono dal porto di Ancona.




Il porto di Ancona e l'Arco di Traiano.



Ancona fu fondata da Greci Siracusani di stirpe Dorica nel 387 A.C. in una zona dove esistevano già degli insediamenti Piceni. Per circa due secoli fu una prospera colonia e porto Greco, Ankon. In seguito, i Romani ingrandirono il porto di Ancona che divenne una via di comunicazione tra Roma e l'Oriente. Alla caduta dell'Impero Romano divenne una delle Pentapoli dell'Impero Bizantino. A partire dall'anno mille divenne libero comune e Repubblica Marinara, in partenariato con la città Croata di Ragusa, che oggi si chiama Dubrovnik. Nel 1532 entro a far parte dello Stato Pontificio. Ancona ha sempre avuto un rapporto intenso con i Balcani e l'Oriente.

Nell'alta Vallesina, i cognomi Schiavi, Schiavoni, Schiavetti, Albanesi, Balcani, Balcanelli, Morlacchi, raccontano la storia di immigrati dei Balcani, che fuggirono l'occupazione Ottomana rifugiandosi in Italia già nel Quindicesimo secolo. Questi immigrati erano molto, molto numerosi nella Vallesina. Avevano le loro proprie chiese e, insieme agli immigrati Lombardi, ripopolarono la zona dopo le epidemie di peste del Quattordicesimo secolo che avevano decimato la popolazione. Quelli della Dalmazia erano chiamati "Sclavi"o "Schiavoni", quelli dell'Albania "Albanesi". Apparentemente, ci furono dei conflitti tra la popolazione locale ed alcuni immigrati Albanesi, che venivano ritenuti rissosi. Per questo, ma forse anche per un po' di razzismo, alcuni comuni della Vallesina come ad esempio Jesi pubblicarono dei bandi in Lombardia, dove offrivano gratuitamente terra e una casa a quei Lombardi disposti a venire nella Vallesina. I primi immigrati Lombardi arrivarono verso il 1490 a Jesi, Monsano, Santamarianova.

Altri cognomi dell'alta Vallesina come Galizia, Greci, Armeni, Turchi, Turchetti, Saraceni, Libani, Levantini, Moro, Morelli, Morettoni, Negroni, Cipriani, Spagnoli, Catalani, Corsi, Vasconi, Basconi, Portoghese, Cirinei, Marocchino, Marrocchi, Marrocchini, Ungarini, Tartarelli, Polacco, testimoniano probabilmente dei vasti contatti che la città di Ancona aveva col Mediterraneo. A volte, cognomi che indicavano nazionalità venivano anche attribuiti ai trovatelli, ma la maggior parte di questi devono essere il risultato di immigrazioni.

Poi ci sono, o almeno c'erano, i cognomi Ebraici. Raccontano innanzitutto la storia degli ebrei Ashkenazi dell'Europa Centrale, scacciati nel medioevo dalla Germania perchè ritenuti responsabili delle epidemie di peste e rifugiatisi in Italia. Raccontano anche la storia degli Ebrei Sefarditi della penisola Iberica, scacciati nel 1492 dalla regina Isabela la Catolica, anche quelli che erano stati obbligati a convertirsi. Molti di questi si erano rifugiati in Provenza, nel sud della Francia, ma furono espulsi anche da quella zona. Di questi, molti arrivarono dapprima a Livorno e poi ad Ancona. Poi c'erano anche gli Ebrei del Regno di Napoli, il Mezzogiorno, sotto dominio Spagnolo, scacciati anche loro e rifugiatisi nel resto dell'Italia. Ancona aveva una delle piu grandi comunità Ebraiche dell'Italia. Quando Ancona passo allo Stato Pontificio, dopo un primo periodo di tolleranza, iniziarono le persecuzioni e fu istituito il Ghetto. Molti cognomi Ebraici Italiani sono di origine Marchigiana, soprattutto quelli derivati da nomi di città Marchigiane.








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                                                             MISCELLANEA

Oggi, i luoghi con la piu alta concentrazione di Brega nelle Marche sono Serra San Quirico e Montecarotto, nell'alta Vallesina.



Serra San Quirico (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)


Montecarotto non era uno dei luoghi dove vivevano i Brega nel Settecento e Ottocento, sono arrivati li nei primi del Novecento. Gli atti di nascita dello stato civile Italiano sono sfortunatamente disponibili solo fino al 1896 per Montecarotto, ma fino a quella data non è stato trovato nessun Brega.



Montecarotto


A differenza di altri cognomi della zona, i Brega dell'Alta Vallesina, negli atti di stato civile fino al Novecento, appaiono sempre come contadini, mai come contadini possidenti, non possedevano terra. Erano in effetti contadini coloni, contadini mezzadri, a volte braccianti.

Fino al Novecento i Brega dell'Alta Vallesina sono rimasti quindi nella zona di Castelletta, Albacina, la contrada Cestino di Avacelli, Serra San Quirico e frazioni, Domo, Sasso e Rotorscio, la via o contrada Esinante di Cupramontana, e all'inizio del Novecento Montecarotto.

Nella Bassa Vallesina c'era anche un altro gruppo di Brega ad Agugliano. Questi facevano tutti i tipi di mestieri.

All'inizio dell'Ottocento c'erano stati dei Brega anche a Precicchie, Frontale ed Osimo, ma in questi luoghi il cognome sembra estinguersi.




Serra San Quirico (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



Molti Brega della zona della Vallesina avevano diversi figli senza essere sposati. Negli atti di nascita di questi neonati la madre era indicata come " donna non maritata, non parente, ne affine con lui nei gradi che ostano il riconoscimento".

Questi figli venivano riconosciuti anni piu tardi, spesso tutti insieme, con un matrimonio. Alla fine di un atto di matrimonio si leggeva che: "Gli sposi dichiarano che dalla loro unione naturale sono nati..................................................e che intendono riconoscerli come loro propri figli".

Se il figlio era stato dichiarato allo stato civile dal padre Brega come figlio di madre ignota, nell'atto del susseguente matrimonio, quando il bambino veniva riconosciuto, il cognome Brega veniva attribuito.

Se il figlio era stato dichiarato allo stato civile come figlio di padre e madre ignota, nell'atto del susseguente matrimonio, quando il bambino veniva riconosciuto, veniva attribuito un altro cognome.

Nell'Ottocento, molti contadini dell'Alta Vallesina facevano lavori stagionali nell'Agro Romano, che è la campagna Romana. In molti atti di nascita dei Brega dell'Alta Vallesina il padre è assente perchè lavora altrove.

Molti bambini Brega morivano giovani, la vita era dura.

Alla fine dell'Ottocento alcuni Brega della Vallesina emigrarono almeno in Brasile e Argentina, dove ebbero discendenti. All'inizio del Novecento diversi Brega dell'Alta Vallesina partirono per gli Stati Uniti e il Canada. Alcuni tornarono dopo qualche anno, di altri non si conosce il destino.




Serra San Quirico, le Copertelle (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)




Solo alla fine dell'Ottocento i Brega dell'Alta Vallesina iniziano ad avere altre professioni oltre a quella di contadino: elettricista, meccanico, cantoniere, calzolaio, guardia forestale, muratore, etc.





Serra San Quirico (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)





Alcune tracce dei Brega di Serra San Quirico. Ecco un monumento ai caduti di Serra:







Monumento ai caduti di Serra San Quirico - Immagine dal sito "Pietre della Memoria".



Ed ecco un particolare:





Immagine dal sito "Pietre della Memoria".




Nella lapide qui sopra appare quindi il soldato Benigno Brega di Vittorio, di Serra San Quirico, morto nel 1916 durante la prima guerra mondiale. Questo Benigno Brega si trova nell'albero genealogico numero 1. Ecco l'estratto dell'atto di morte inviato a Serra San Quirico dal comune di Vicenza:








In queste due lapidi compare il partigiano Eugenio Brega, fucilato da soldati tedeschi ad Albacina mentre aiuta due soldati Inglesi a passare le linee, durante la seconda guerra mondiale. Purtroppo gli atti dello stato civile di Serra che sono consultabili arrivano al massimo al 1929. Non è possibile trovarlo negli alberi genealogici.






Immagine dal sito "Pietre della Memoria".







Immagine dal sito "Pietre della Memoria".


In questa seconda immagine qui sopra, per la seconda guerra mondiale, oltre al partigiano Eugenio Brega, appare anche un Silvio Brega. Neanche questo è consultabile negli atti di stato civile.


Ecco un breve estratto dal libro "Ciao, russi: partigiani sovietici in Italia, 1943-1945" di Mauro Galleni, Carlo Isoppi, dove si parla del partigiano Eugenio Brega:

















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                         LISTA DELLE FRAZIONI VERIFICATE NELLO STATO CIVILE

Ecco la lista delle frazioni Marchigiane per cui sono stati verificati tutti i documenti dello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Musone (1808/1814), presente nello stato civile di Macerata:

Serra San Quirico, Mergo (già frazione di Serra San Quirico), Pierosara (già frazione di Serra San Quirico, oggi di Genga), Sasso (frazione di Serra San Quirico), Rotoscio (frazione di Serra San Quirico), Domo (già frazione di Apiro, oggi di Serra San Quirico), 

Fabriano, Fabriano e frazioni, Paterno (già frazione di Collamato, oggi di Fabriano), Marischio (Fabriano), Montorso (oggi Castel Montorso, frazione di Fabriano), San Michele (già frazione di Cerreto, oggi di Fabriano), Argignano (Fabriano), Attigio (Fabriano), Castelletta (già frazione di Apiro, oggi di Fabriano), Belvedere (Fabriano), Precicchie (già frazione di Apiro, oggi di Fabriano), Porcarella (oggi Poggio San Romualdo, già frazione di Apiro, oggi di Fabriano), Vallemontagnana (Fabriano), Valleremita (Fabriano), Valleromita (Fabriano), Bastia (Fabriano), Bassano (Fabriano), Nebbiano (Fabriano), Cancelli (Fabriano), Fabriano e Moscano e Valle Montagnana (Fabriano), Fabriano e Belvedere e Campodonico e Saradica (Fabriano), Fabriano e Belvedere e Campodonico (Fabriano), Fabriano e San Donato e Corrore (Fabriano),


Cerreto D'Esi, Cerreto e Frazioni, Albacina (Cerreto d'Esi), 

Matelica e Frazioni, Poggeto (Matelica), Braccano (Matelica), Colferraio (Matelica), Colli (Matelica), Gagliole (già frazione di Matelica),Vinano (Matelica),

Sassoferrato (provincia di Ancona),

Apiro, Apiro e Frazioni, Frontale (oggi frazione di Apiro),


Cingoli, Cingoli e frazioni (Cingoli), Avenale (Cingoli), Moscosi (Cingoli), Cingoli e Candelora e Castreccioni e Moscosi (Cingoli), Cingoli e Castreccioni e Colognola (Cingoli), Cingoli e Avenale e Troviggiano (Cingoli), Cingoli e Colognola e Valcarecce (Cingoli), Cingoli e San Flaviano e Strada (Cingoli), Castel Sant'Angelo (Cingoli), Castreccioni (Cingoli), San Flaviano (Cingoli),  Troviggiano (Cingoli), Torre (Cingoli), Strada (oggi Villastrada, frazione di Cingoli), Colognola (Cingoli),

Treia e frazioni 

Appignano 

Osimo (provincia di Ancona)

Montefano 

San Severino Marche, San Severino e frazioni, San Severino Granali e Taccoli, Cesolo (San Severino), Cagnore (San Severino), Padrignolo (San Severino), Palazzata (oggi frazione di San Severino), Palazzata e frazioni (oggi frazione di San Severino), Serralta (San Severino), Stigliano (San Severino), Serrone (San Severino), Gagliannuovo (San Severino), Colleluce (San Severino), Granali (San Severino), Pitino (San Severino), Biagi (San Severino),

Roccacontrada (oggi Arcevia), Roccacontrada e frazioni (Arcevia), Colle di Corte (Arcevia), Colle Aprico (Arcevia), Costa e Rocchetta (Arcevia), Costa (Arcevia), San Ginesio (Arcevia), Prosano (Arcevia), Avacelli (Arcevia), Loretello (Arcevia), Nidastore (Arcevia), Caudino (Arcevia), Costa e Donnetta e San Donnino (Arcevia), Roccacontrada (oggi Arcevia) e Avacelli e Prosano, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Caudino e Palazzo e Sant'Apollinare (oggi frazione di Monteroberto, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Costa (oggi Costa d'Arcevia) e Rocchetta e San Donnino (oggi frazioni di Genga), Roccacontrada (oggi Arcevia) e Castiglioni e Colle Aprico, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Costa (oggi Costa d'Arcevia) e Rocchetta (oggi frazione di Genga), Roccaconttada (oggi Arcevia) e Loretello e Nidastore, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Loretello e San Pietro, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Loretello e Nidastore e San Pietro, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Magnadorsa e San Genesio (oggi San Ginesio) e Piticchio, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Prosano e Vado, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Rocchetta e San Donnino (oggi frazioni di Genga), Magnadorsa (Arcevia), Palazzo (Arcevia), San Pietro (Arcevia), Piticchio (Arcevia), Castiglioni (Arcevia), Rocchetta (già frazione di Roccacontrada, oggi di Genga), San Donnino (già frazione di Roccacontrada, oggi di Genga),


Barbara (provincia di Ancona), Barbara e Frazioni (provincia di Ancona), Barbara e Castelleone (provincia di Ancona), Castelleone di Suasa (già frazione di Barbara, provincia di Ancona), Montale (già frazione di Barbara, oggi di Arcevia), Barbara con Castelleone (oggi Castelleone di Suasa, già frazione di Barbara) e Montale (già frazione di Barbara, oggi di Arcevia), 

Staffolo (provincia di Ancona)


Serra de' Conti (provincia di Ancona),

Sant'Apollinare (già frazione di Rocca Contrada, oggi di Monte Roberto, provincia di Ancona), 


Casello (Pesaro e Urbino),


Pergola (Pesaro e Urbino),




Per queste frazioni, sono stati verificati solo gli indici triennali (1808/1810) nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Musone (1808/1814):

Santanatoglia (oggi Esanatoglia), Matelica, Filottrano, Montecassiano, Castelfidardo, Loreto, Macerata.

Nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Metauro, Sezione di Fano, è stato verificato:

Fano. 

Nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Metauro, Sezione di Pesaro, sono stati verificati:

Fossombrone. 

Nello stato civile Italiano di Ancona (dal 1866), sono stati verificati soprattutto:

Agugliano, Serra San Quirico, Mergo, Castelbellino, Fabriano, Sassoferrato, Cupramontana, Montecarotto, Jesi, San Paolo di Jesi, Santa Maria Nuova, Polverigi, Osimo, Camerata Picena, Castelplanio, Offagna, Arcevia, Maiolati Spontini, Genga, Rosora, Monteroberto, Staffolo, Montesicuro, Paterno d'Ancona, Chiaravalle, Falconara, Camerano, Poggio San Marcello, Castelfidardo, Filottrano, Cerreto d'Esi,  fino ai primi anni del Novecento.

Nello stato civile Italiano di Macerata (dal 1866), sono stati verificati:

Apiro,

Nello stato civile Italiano di Pesaro e Urbino, sezione di Urbino (dal 1866), sono stati verificati:

Sant'Angelo in Vado, Urbino, Urbania e Piandimeleto

Nei registri delle parrocchie disponibili, sono stati verificati:

Osimo 1863-1865, 










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MANOSCRITTI CON TRACCE DEL COGNOME BREGA IN LOMBARDIA E FRANCIA NEL MEDIOEVO.



Ecco un Petrusbonus Brega a Piacenza. Nel 1162, a garanzia dell'osservanza di un trattato con Piacenza, l'imperatore Federico Barbarossa ottenne numerosi ostaggi tra i membri delle migliori famiglie di Piacenza. Petrusbonus Brega appare in questa lista di ostaggi presente nell'Archivio di Sant'Antonino di Piacenza. Il documento appare nel libro di Ferdinand Guterbock "Alla vigilia della Lega Lombarda, il dispotismo dei vicari imperiali a Piacenza", in Archivio Storico Italiano, Vol. 95, N. 4 (1937). Secondo un articolo online, "A propos du système anthroponymique placentin (XIIe siècle), di Pierre Racine, le famiglie aristocratiche di Piacenza disponevano dall'inizio del Dodicesimo secolo di un "nomen" e di un "cognomen".





Nel libro "Memorie storiche di Monza e sua Corte, raccolte ed esaminte dal canonico Anton-Francesco Frisi, volume 3", appaiono nel Duecento dei Brega negli annali della corte di Monza, chiamata anche Basilica di S. Giovanni, che era un'antica vicaria dell'arcidiocesi di Milano e pieve del ducato di Milano con capopieve Monza. Questi Brega si chiamano Rugerius, Iohannes e Petrus. Dovevano essere persone importanti in questa istituzione. Rugerius Brega appare nel primo frammento come testimone, nel 1233, della nomina del ministro di quella chiesa, ed è indicato come figlio del fu "ser Montenario" e originario di Monza. Il titolo "Ser" dovrebbe indicare che il padre era un cavaliere. Apparentemente il titolo di cavaliere non era ereditario. Di Johannes e Petrus Brega, fratelli, appare il necrologio. Non conosco bene il Latino, se qualcuno capisce meglio, lasci un commento:



















C'erano almeno due cavalieri Brega che vivevano ad Avignone, Augier o Augerius Brega nel Duecento e Bertrand Brega nel Trecento, il primo è stato syndic della città di Avignone, cioè uno dei due sindaci. Avignone apparteneva al Contado Venesino, che erano gli "Stati della sede Apostolica nella Gallia", quindi anche queste persone erano importanti all'interno della Chiesa. Potrebbe esserci un rapporto con l'Italia e con i Brega che appaiono in Lombardia nel Dodicesimo e Tredicesimo secolo. Questi due cavalieri di Avignone appaiono nei libri "Annales d'Avignon et du Comtat Venaissan, Musée Calvet, 1912", "Une ville et son droit: Avignon du début du XIIe siècle à 1251, Nicolas Leroy, De Boccard, 2008", e "Bibliothèque des écoles françaises d'Athènes et de Rome, Issue 201".  Appaiono anche in un libro in Italiano del 1678, " Historia de la città di Avignone e del Contado Venesino, Stati della sede Apostolica nella Gallia, Co' lumi di molte principali Materie dell'Historia Universale Ecclesiastica e Laica, Scritta dal PM Sebastiano Fantoni Castrucci dell'Ordine Carmelitano, Tomo Secondo."

Ecco Augerius o Augier Brega nel Duecento ad Avignone:


















Ed ecco Bertrand Brega, sempre ad Avignone nel Trecento:








                            

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  1. nell'albero genealogico 3 dei Brega -Serra san Quirico, Domo, Sasso e Rotorscio - sono citati Pacifico Brega coniugato con Teresa Mercanti ed il loro figlio Giovanni nato nel 1867, è assolutamente verosimile che quello non sia stato il loro unico figlio in quanto un Brega Nazzareno, mio bisnonno materno, nato nel 1871 e morto nel 1933 a 62 anni è sepolto a Maiolati Spontini insieme alla moglie Adele Cimarelli ed alla madre Teresa Mercanti nata nel 1842 ( o forse 1844 non si legge bene nella lapide) e quindi compatibile con Pacifico Brega nato nel 1838. Il loro figlio Giovanni Brega ebbe a sua volta 3 figli mentre suo fratello Nazzareno ben 10, il primo dei quali, Antonio ( 1898-1963), è il mio nonno materno. Nei ricordi di famiglia ricorre che abitavano vicino all'Esinante un torrente che scorre nella valle sotto Rotorscio e da li poi si erano stabiliti a Cupramontana. Il soprannome con cui erano conosciuti era Pezzante e questo forse perchè coltivavano terre non contigue tra loro (a pezzi separati). Tra l'altro quando Giovanni mori lasciando una vedova con 3 figli fu proprio suo fratello Nazzareno a prenderli con se. Il primogenito di Giovani Brega si chiamava Achille ed era del 1895 ed è cresciuto come un fratello con mio nonno Antonio che era di 3 anni più giovane

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    1. Ciao, grazie, finalmente qualcuno che partecipa. Come vedrai dalla lista delle frazioni verificate, prima ho dovuto verificare tutto lo stato civile Napoleonico e mi ha preso tempo. Nello stato civile Italiano, dal 1866, per ora sono rimasto in quello di Apiro, Serra, Fabriano e Sassoferrato, che sono le zone dove c'erano dei Brega precedentemente. Ho anche fatto Osimo e Sant'Angelo in Vado dove c'erano pure dei Brega nello stato civile Napoleonico. Un po' alla volta faro anche nello stato civile Italiano le frazioni dove i Brega si sono diffusi piu tardi, come Cupramontana, Montecarotto, etc. Per ora aggiungero i nomi che mi hai detto, senza date, trovero gli altri piu tardi negli atti di Cupramontana o di qualche frazione vicina. Anche io sono un "Pezzante", mio padre è di Serra San Quirico e mio nonno era di Castelletta. I primi "Pezzante" che ho trovato sono quelli della frazione "Pezze" di Castelletta, tra il 1808 e il 1814. Io vivo in Francia, se riesci ad avere informazioni su questa contrada "Pezze" di Castelletta, che deve avere ora un nome diverso, fammi sapere.

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  2. ho visto che l'albero genealogico dei Brega di Serra san Quirico... è stato modificato e sono in grado di fornire i nomi dei figli di Nazzareno e di Giovanni Brega.

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    1. Ho iniziato le nascite di Cupramontana e sono arrivato al 1876. Mi ci vorrà del tempo. Per adesso, dammi i nomi dei figli di Nazzareno e Giovanni, le date e il resto li aggiungero mano a mano che continuo con lo stato civile. (Ci sono anche molti Balestra tra le nascite). Per quanto riguarda l'origine del cognome, nella Vallesina le piu grandi immigrazioni sono state apparentemente quella dei Dalmati e Albanesi a partire dal Quattrocento e quella dei contadini e artigiani Lombardi dalla fine del Quattrocento. Ci sarebbe anche quella degli ebrei scacciati dal regno di Napoli, dalla Spagna e dal Portogallo alla fine del Quattrocento ed arrivati ad Ancona, ma non c'è nessuna indicazione di un'origine Ebraica. La mia nonna paterna di Serra San Quirico era una "Mantovani" che sembrerebbe indicare un'origina Lombarda. Quindi potrebbero esserci stati dei Brega Lombardi ma ci sono anche tutti quei cognomi Slavi che iniziano con "Breg", che era una parola Slava che indicara una collina o una riva di un fiume. Quindi c'è l'imbarazzo della scelta. Ma in generale, Ancona era una città molto cosmopolita, c'era di tutto come origini. Il fatto che il Brega piu antico l'ho trovato a Osimo (nato nel 1720) potrebbe indicare un arrivo via mare da Ancona.

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  3. riguardo la significato del cognome è verosimile un 'origine slava o albanese del tutto compatibile con l'emigrazioni di queste genti nella vallesina tra 1400 e 1500 .... bregu è parola albabese che significa spiaggia e Bregu è cognone presente in Albania , anni addietro il CoRettore dell'università di Tirana si chiamava Bregu... sui cognomi sloveno Bregar, croato Bregovic, moldavo e ucraino Brega si è già detto in altra sede e cosi della parola slava breg' = collina/colle. Del resto ci sono diversi toponimi come Monte Schiavo ad indicare il popolamneto di queste zone da parte di Schiavoni.In passato c'erano delle zone definite terroni ( il terrone di Pianello Vallesina o di Monteroberto) che stavano ad indicare la presenza di case di terra che secondo lo storico locale Don Costantino Urieli erano tipiche di queste popolazioni. L'ultima di queste case è all'inizio della provinciale che dalla zona di Ponte Magno di Monteroberto sale sino a Cupramontana e che è detta popolarmente Aguzzana o Guzzana

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    1. Se guardi l'albero genealogico ora vedrai che al numero 1090 della via o contrada Esinante di Cupramontana, oltre a Pacifico Brega viveva un Domenico Brega, nato nel 1848, che potrebbe essere un fratello minore, che ebbe anche lui dei figli a Cupra. Mi occorrerà un bel po' per finire Cupramontana. Per molti anni ci sono gli indici annuali degli atti, ma per alcuni anni mancano e in quel caso bisogna spulciare tutte le pagine dei registri per un anno intero.

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  4. in aggiunta a quanto detto sopra bregu in albanese si può tradurre anche come riva

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  5. ho visto il nuovo albero genealogico: Achille Brega ha sposato Celeste Stronati che altri non era che la cugina di Silvia Stronati, mia nonna e moglie di Antonio Brega, mio nonno e primo figlio di Nazzareno Stronati.
    Attraverso i ricordi materni, gli incontri parentali e le visite ai cimiteri ho ricostruito parte dell'albero genealogico
    NAZZARENO BREGA (1871-1933) ed ADELE CIMARELLI 10 figli
    1. Antonio (1898-1963) & Silvia Stronati (1899-1973) --> Irma (1923-2003) ed Adele (1929 –vivente e mia madre)
    2. Amedeo (1900 -1970) & Gemma Rossi (1903-1924) --> Svezia (N e M 1924)
    a. II° Nozze Gertrude Rossi ( 1908-2003 - cugina della I moglie) --> Gemma (1928-1981), Jole (1933-1951), Amelia (1930 –vivente)
    3. Marino (1903-1970) & Natalina Delabella (1905-1959) Adelelmo ed Umberto
    4. Emma (1905 -1983) & Enrico Zannotti (1912-2001) ..> no figli
    5. Edoardo (detto Aldo) 1907-1982 & Lina Amadio (1910-2000)--> Nazzareno (1935-1947), Norina e Sergio
    6. Attilio (1909 -1995) & Maria Zannotti ( deceduta nel 1945 a 31 a) --> Firmino e Adele (1941-2018) poi in
    a. II° nozze Maria Solfanelli (1914-1996)
    7. Erina (1912-1981) & Domenico Borioni (1907-1997)--> Nazzareno e Mario
    8. Natale (1913 -1993) & Annunziata Corsetti (1920-1971)--> Anna, Nazzarena, Vera, Livia
    9. Adriano (1916-1982) & Teresa Ricci (1921-2015) --> Enzo (1948-1949), Paolo
    10. Teresa (1918-1993) & Attilio Zannotti (1910-1977) --> Pierina e Franco
    non solo 2 cugini Brega hanno sposato 2 cugine Stronati ma
    2 fratelli Zannotti (Enrico e Attilio) hanno sposato 2 sorelle Brega (Emma e Teresa) e 1 sorella Zannotti (Maria deceduta nel 1945 a 31 a) 1 Brega (Attilio):

    GIOVANNI BREGA coniugato con Lucia Bassolini e fratello di NAZZARENO 3 figli
    1. Achille 1895-1957 & Celeste Stronati --> Giovanni (1923-2008) e Maria
    2. Alduvino (Arduino) (1904-1975) & Giulia Renzi (1909-2004) --> Lucio ed 1 sorella di cui ignoro il nome
    3. Elisa

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    1. Grazie mille di nuovo. Domani completero l'albero con le ultime persone che mi restano tra quelle che mi hai dato. Nello stato civile sono arrivato al 1900 con le nascite di Cupra, se guardi ora l'albero vedrai che ho avanzato. Con lo stato civile devo interrompere per un po'. Riprendero piu avanti con le morti e i matrimoni di Cupra quando potro.

      Se ti capitasse di andare al cimitero di Serra o di qualche frazione,(non so se hai parenti nella zona di Serra) vedi se esiste la tomba del capostipite del tuo albero, Giovanni Battista Brega. Deve essere nato verso il 1770 ed è morto prima dell'inizio dello stato civile Italiano, nel 1866. Non so dove sia vissuto precisamente, viveva nel comune di Serra. Dovrebbe essere figlio di Simone Brega di Castelletta, dell'albero 1, ma non c'è certezza. Se esistesse la tomba, magari c'è scritto il luogo di nascita.

      Grazie di nuovo.

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  6. Potrei vedere più che nel cimitero di Serra San Quirico in quelli di Castellaro (Rotorscio) e Domo, ma è difficle in quanto c'è l'abitudine di riesumare i defunti più antichi per far posto a quelli nuovi, soprattutto se stanno in loculi singoli e non in Cappelline di famiglia

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    1. Se ti interessa, credo di aver risolto parte del puzzle. Stavo terminando lo stato civile di Osimo dove avevo trovato precedentemente dei Brega tra il 1808 e il 1814. Non ne ho trovato nessuno ma ho trovato un signor Bregagna, nato ad Offagna e residente ad Osimo. Questo cognome Bregagna è rarissimo e presente solo ad Osimo, Offagna e Polverigi. Quindi i Brega che vivevano ad Osimo sono forse andati ad Offagna dove hanno cambiato cognome. Brega+Offagna=Bregagna. Riassumendo, tra i Brega che erano stati trovati nello stato civile Napoleonico: 1) quelli di Osimo vanno ad Offagna e diventano Bregagna 2) quelli di Precicchie, che erano originari di Castelletta, diventano Bregallini, infatti in quel luogo non ci sono piu Brega maschi alla fine dell'Ottocento e appare nello stesso tempo il cognome Bregallini, che è presente oggi in Italia solo in quella zona 3) quelli di Castelletta si diffondono nella zona di Serra e poi lungo la Vallesina 4) quelli di Sant'Angelo in Vado diventano sempre meno numerosi e sono oggi quasi scomparsi.

      Chissà perchè i Brega cambiavano cognome. Resta quindi da scoprire dove apparvero per primi tra Osimo, Castelletta e Sant'Angelo in Vado e da dove venirono.

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    2. Ciao. Ho terminato l'albero genealogico dove avevi trovato i tuoi antenati Brega, è che avevo completato grazie alle tue indicazioni, che è ora il numero 7 nel mio blog. Sono anche riuscito a completarlo in indietro fino al 1730.

      Purtroppo gli atti di nascita di Cupramontana arrivavano solo fino al 1906.

      Se magari ti capita di dargli un occhiata, fammi sapere se trovi errori per quanto riguarda i parenti di tua madre.

      Grazie ancora.

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  7. Riflettendoci, è difficile che esista ancora la tomba.

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  8. io sono figlio di brega ludovino di serra di san quirico,era sposato con una brega attilia,restato vedovo di mia madre dopo 6 mesi la mia nascita.e viveva in provincia di viterbo e morto nel 1992.la storia mi affascina.era contorta e continua difficile.

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    1. Se il tuo papa era di Serra San Quirico, era sicuramente discendente di un certo Simone Pezzante o Brega, nato verso il 1730, e che viveva a Castelletta di Fabriano, nei pressi di Serra San Quirico.

      L'albero genealogico dei discendenti di questo Simone è stato diviso in questo blog in tre alberi genealogici, l'albero numero 1, numero 4 e numero 7. Questi alberi genealogici vanno circa dal 1700 al 1920.
      I tuoi antenati si trovano sicuramente in uno di questi tre alberi. Se riesci a sapere il nome dei tuoi bisnonni e magari trisnonni Brega, dovresti trovarli in uno di questi. Per poter trovare i tuoi antenati negli alberi dovresti riuscire a sapere il nome dei tuoi antenati nati nei primi anni del Novecento, dato che gli alberi arrivano circa al 1920.

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