domenica 21 maggio 2017

L'ORIGINE DEL COGNOME BREGA NELLE MARCHE

IF YOU ARE AN ENGLISH SPEAKER, GO TO THE NEXT POST, IT'S IDENTICAL BUT IN ENGLISH.

Questo post è sull'origine del cognome Brega nella regione Italiana delle Marche. Il blog sarà in diverse lingue, per ora è in Inglese ed Italiano, forse in seguito anche in Spagnolo. Per non generare confusione la struttura classica di un blog, con molti post, non è stata possibile. Quindi è composto per ora solo da quattro posts, che sono due posts identici, abbastanza lunghi, due scritti in Italiano, due in Inglese, divisi in diversi capitoli. Questi posts saranno aggiornati regolarmente. Quindi piu che un blog è un sito web.

In questo post troverete degli alberi genealogici per i Brega delle Marche e altri dati. Ho effettuato durante qualche anno, a tempo perso, delle ricerce di stato civile online per stabilire il mio proprio albero genealogico. Ho scoperto che ho un solo antenato paterno in comune con tutti i Brega i cui antenati erano vissuti nell'alta valle dell'Esinoin provincia di Ancona, (i comuni di Fabriano, Serra San Quirico, Apiro, Cupramontana e Montecarotto) quindi con la maggior parte dei Brega della provincia di Ancona. Quest'uomo era nato verso l'anno 1700. Quindi l'albero genealogico che ho creato, che va dal 1700 al 1929 e che è stato diviso in tre alberi, è valido anche per gli altri.

In seguito ho scoperto che c'erano stati anche due altri piccoli gruppi di Brega nelle Marche nell'Ottocento, uno ad Agugliano, in provincia di Ancona, e l'altro a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro ed Urbino. Ho creato quindi anche due piccoli alberi per loro ed ho deciso di pubblicarli tutti in un blog. La vostra privacy non è in pericolo in quanto gli atti di stato civile disponibile non superano l'anno 1929.

Lo scopo di questo testo è anche di raccogliere informazioni geografiche, storiche e genealogiche da voi attraverso la sezione commenti alla fine di questo post, per poterlo completare o per correggere o aggiornare gli alberi genealogici.

Non vivo in Italia, quindi non posso fare ulteriori ricerche nei registri delle Parrocchie. Le mie ricerche sono state nei documenti di stato civile disponibili online, dal 1808 al 1929. Se qualcuno che risiede in zona (La Vallesina) ha tempo e voglia, (un pensionato?) potrebbe provare a vedere se nella parrocchia di Castelletta di Fabriano (AN) sono disponibili i registri della parrocchia del 1700. Dal 1500 fino al 1860, i parroci erano tenuti a redigere dei registri dei Battesimi, Matrimoni, Morti e anche lo Stato delle Anime, che era una specie di censimento che il parroco effettuava quando a Pasqua visitava le case dei parrocchiani. Se i vostri antenati vivevano nella Vallesina, piu avanti capirete perchè Castelletta di Fabriano (AN) è importante

Cliccando sui cinque alberi genealogici piu grandi sarete ridiretti su Google Photos, perchè la risoluzione delle immagini su Blogger non era sufficiente per questi. Se avete un account Google potrete visualizzare le immagini degli alberi genealogici, salvarle in formato PNG sul vostro computer o stamparle. Se ci sono problemi, lasciate un commento alla fine del post.

C'erano in Europa, in quasi tutti i paesi Europei, diversi lignaggi Brega almeno dal Settecento: Spagna (Galicia), Francia, Germania, Olanda, Isole Britanniche, Danimarca, Italia, Austria, Svizzera, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Romania, Russia, Moldavia. Almeno alcuni di questi devono essere stati lignaggi diversi con origini differenti. Quando inizio l'emigrazione Europea nel continente Americano, nell'Ottocento, c'erano degli immigrati Brega da tutti questi paesi. Oggi sembra essere rimasto un cognome relativamente comune in Italia e anche in Moldavia, Romania e Ucraina.

Digitando "Brega" su Google Libri, con un po' di pazienza, si trovano antichi manoscritti dove appaiono persone chiamate Brega. Posso solo leggere in Inglese, Italiano, Francese e Spagnolo. Dai manoscritti che ho potuto leggere, sembra che almeno in Lombardia, in Italia, e nel sud della Francia (Occitania), il cognome Brega esistesse dal medioevo, almeno dal Duecento. Ci sono altre lingue che non posso leggere quindi le mie ricerche sono state limitate. E' possibile quindi che anche alcuni degli altri lignaggi dell'Europa Centrale, del Nord e dell'Est fossero stati antichi.

Ecco un Petrusbonus Brega a Piacenza. Nel 1162, a garanzia dell'osservanza di un trattato con Piacenza, l'imperatore Federico Barbarossa ottenne numerosi ostaggi tra i membri delle migliori famiglie di Piacenza. Petrusbonus Brega appare in questa lista di ostaggi presente nell'Archivio di Sant'Antonino di Piacenza. Il documento appare nel libro di Ferdinand Guterbock "Alla vigilia della Lega Lombarda, il dispotismo dei vicari imperiali a Piacenza", in Archivio Storico Italiano, Vol. 95, N. 4 (1937). Secondo un articolo presente online, "A propos du système anthroponymique placentin (XIIe siècle), di Pierre Racine, le famiglie aristocratiche di Piacenza disponevano dall'inizio del Dodicesimo secolo di un "nomen" e di un "cognomen".





Nel libro "Memorie storiche di Monza e sua Corte, raccolte ed esaminte dal canonico Anton-Francesco Frisi, volume 3", appaiono nel Duecento dei Brega negli annali della corte di Monza, chiamata anche Basilica di S. Giovanni, che era un'antica vicaria dell'arcidiocesi di Milano e pieve del ducato di Milano con capopieve Monza. Questi Brega si chiamano Rugerius, Iohannes e Petrus. Dovevano essere persone importanti in questa istituzione. Rugerius Brega appare nel primo frammento come testimone, nel 1233, della nomina del ministro di quella chiesa, ed è indicato come figlio del fu "ser Montenarii" e originario di Monza. Il titolo "Ser" dovrebbe indicare che il padre era un cavaliere. Apparentemente il titolo di cavaliere non era ereditario. Di Johannes e Petrus Brega, fratelli, appare il necrologio. Non conosco bene il Latino, se qualcuno capisce meglio, lasci un commento:



















C'erano almeno due cavalieri Brega che vivevano ad Avignone, Augier o Augerius Brega nel Duecento e Bertrand Brega nel Trecento, il primo è stato syndic della città di Avignone, cioè uno dei due sindaci. Avignone apparteneva al Contado Venesino, che erano gli "Stati della sede Apostolica nella Gallia", quindi anche queste persone erano importanti all'interno della Chiesa. Potrebbe esserci un rapporto con l'Italia e con i Brega che appaiono in Lombardia nel Dodicesimo e Tredicesimo secolo. Questi due cavalieri di Avignone appaiono nei libri "Annales d'Avignon et du Comtat Venaissan, Musée Calvet, 1912", "Une ville et son droit: Avignon du début du XIIe siècle à 1251, Nicolas Leroy, De Boccard, 2008", e "Bibliothèque des écoles françaises d'Athènes et de Rome, Issue 201".  Appaiono anche in un libro in Italiano del 1678, " Historia de la città di Avignone e del Contado Venesino, Stati della sede Apostolica nella Gallia, Co' lumi di molte principali Materie dell'Historia Universale Ecclesiastica e Laica, Scritta dal PM Sebastiano Fantoni Castrucci dell'Ordine Carmelitano, Tomo Secondo."

Ecco Augerius o Augier Brega nel Duecento ad Avignone:


















Ed ecco Bertrand Brega, sempre ad Avignone nel Trecento:






Nella regione Italiana delle Marche il cognome potrebbe essere apparso nel Seicento, dato che all'inizio del Settecento ce n'erano solo cinque o sei di sesso maschile. Non si puo dare per scontato che si tratti dello stesso cognome Brega che esiste in Lombardia sin dal medioevo. Attualmente ci sono circa 200 famiglia Brega in Lombardia (con la piu alta frequenza tra Pavia e Piacenza) e circa 100 famiglie Brega nelle Marche (con la piu alta frequenza in provincia di Ancona, tra Serra San Quirico e Montecarotto). Tuttavia, c'è stata nella valle del fiume Esino, dove appare inizialmente il cognome, una immigrazione di contadini e artigiani Lombardi a partire dal Quattrocento. Ad esempio, la città di Jesi (AN) pubblico nel 1471 un bando in Lombardia dove si offriva terra e una casa alle persone disposte a trasferirsi. Questi Lombardi si istallarono soprattutto a Santa Maria Nova, Jesi e Monsano, e coltivarono le terre al confine tra Jesi e Osimo. Altri paesi della Vallesina probabilmente fecero lo stesso. Il motivo di questo bando era la morte di una parte della popolazione a causa delle epidemie di peste e il conseguente abbandono delle campagne. Oltre a questi Lombardi, che continuarono ad arrivare nei secoli sucessivi, ci fu una grande immigrazione di genti dei Balcani, soprattutto Dalmati ed Albanesi, che fuggirono la dominazione Ottomana. Tutti questi Lombardi e Slavi dissodarono le terre, che si erano convertite in boschi e paludi, e le coltivarono. Dato che il cognome Brega esisteva in Lombardia e in Europa dell'est, se il cognome non era di origine locale come sembra, e se non era frutto di errori di trascrizione nei registri delle parrocchie, i migliori candidati per averlo introdotto nelle Marche sembrano essere questi immigrati Lombardi e Slavi.

Questo blog riguarda quindi questo ultimo lignaggio delle Marche.

Se qualche Brega non Marchigiano (ad esempio Lombardo) avesse fatto dei test DNA sulla sua linea paterna o cromosoma Y(SNP terminale o marcatori STR), lo prego di lasciare un commento per poter comparare i risultati. Se volete restare in incognito vi daro un indirizzo e-mail.

Il post è diviso nei seguenti capitoli:

- I PRIMI BREGA DELLE MARCHE
- I DISCENDENTI DEI PRIMI BREGA DELLE MARCHE ( con i links agli alberi genealogici)
- LA STORIA DI CASTELLETTA
- SIMONE PEZZANTE O BREGA DI CASTELLETTA
- GIAMBATTISTA BREGA DI CASTELLETTA
- I BREGA DI AGUGLIANO
- I BREGA DI SANT'ANGELO IN VADO
- (E qualche altro capitolo)









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                                               I PRIMI BREGA DELLE MARCHE

Quanto segue risulta dagli atti di stato civile dello Stato Civile Napoleonico del Dipartimento del Musone (1808/1814). Il Dipartimento del Musone era uno dei dipartimenti del Regno Italico di Napoleone. La capitale era Macerata, corrispondeva alla provincia di Macerata e all'Alta Valle dell'Esino (verso Fabriano) nella provincia di Ancona.

Ecco una carta topografica del 1810 del Dipartimento del Musone:







Appaiono nelle Marche solo (almeno) cinque Brega di Sesso Maschile nati all'inizio del Settecento. Sono menzionati, già morti, negli atti di stato civile dei loro discendenti. Forse ce n'erano altri che non hanno avuto discendenti.

- Ce n'erano almeno due a Castelletta di Fabriano, in provincia di Ancona, almeno due ad Osimo, in provincia di Ancona, e almeno uno a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino. 

I Brega di Osimo scompariranno nella prima metà dell'Ottocento. Solo quelli di Castelletta, in provincia di Ancona e Sant'Angelo in Vado, in provincia di Pesaro e Urbino, continueranno ad esistere.

Quelli di Castelletta si diffonderanno in tutta l'Alta Valle dell'Esino (intorno a Serra San Quirico) mentre quelli di Sant'Angelo in Vado avranno pochi discendenti e sono oggi pochissimi.

Ecco quindi dove c'erano dei Brega di sesso maschile nati nelle Marche nella prima metà del Settecento:










Cio sembrerebbe indicare che il cognome Brega non era nella prima metà del Settecento un cognome comune Marchigiano e che non era esistito per molto tempo, forse dalla seconda metà del Seicento.

Questi primi Brega erano nati nel Settecento nello Stato Pontificio, e i loro nomi sono citati negli atti dei loro discendenti che vivevano già nel successivo Regno Italico di Napoleone (1808/1814). Alla fine del regno di Napoleone, le Marche tornarono allo Stato Pontificio. Ecco una mappa del Regno Italico di Napoleone, con il nome dei Dipartimenti:


Il REGNO ITALICO DI NAPOLEONE.



Se si considerano queste persone come parenti, cio che non è ancora dimostrato ma che è probabile, si puo dire che il cognome è apparso quasi sicuramente in uno di questi tre luoghi, Castelletta di Fabriano, Osimo o Sant'Angelo in Vado, forse verso la seconda metà del Seicento.






Castelletta di Fabriano






Osimo





Sant'Angelo in Vado



Anche se c'è un vuoto di 50 anni in questa zona delle Marche dalla fine dello Stato civile Napoleonico, nel 1814, all'inizio del successivo Stato civile Italiano, nel 1866, è stato possibile ricostruire l'albero genealogico dei Brega dell'Alta Valle dell'Esino (Castelletta, Albacina, Serra San Quirico, Domo, Rotorscio o Castellaro, Sasso, la contrada Esinante, Montecarotto) a partire da un antenato, Simone, nato intorno al 1730 e residente nella contrada Pezze di Castelletta, fino agli anni trenta del Novecento. Questo albero, che è stato diviso in tre alberi genealogici, comprende la maggior parte degli antenati dei Brega della provincia di Ancona.

Negli atti dello Stato Civile Napoleonico, questo Simone di Castelletta , contadino mezzadro o contadino colono, appare o come Simone Pezzante o come Simone Brega e diversi suoi discendenti appaiono spesso, anch'essi, come "Pezzante" e non come "Brega".

"Pezzante", nell'Italiano arcaico, significava "povero, pezzente".

Tuttavia, abbiamo visto che queste persone vivevano in questa contrada "Pezze" di Castelletta. In diverse frazioni Italiane, anche in provincia di Ancona, esiste una contrada "Pezze". Probabilmente deriva dal nome "Pezza" che significava un appezzamento di terreno e potrebbe essere legato al contratto di mezzadria. Un Podere mezzadrile era diviso in diverse "pezze" di terreno, dove il Mezzadro effettuava l'avvicendamento delle colture.

Forse questa contrada "Pezze" era un luogo dove c'erano una volta terreni per la mezzadria. "Pezzante" potrebbe anche avere una relazione col nome di questa contrada, dato che i primi Brega chiamati cosi, nati nel Settecento, appaiono tra il 1808 e il 1814 negli atti dello stato civile Napoleonico come abitanti in quel luogo e esercitanti il mestiere di Mezzadro. 

Alla fine del post troverete una lista delle frazioni verificate nello stato civile.






 







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                             I DISCENDENTI DEI PRIMI BREGA DELLE MARCHE

Nel 1860, con la Battaglia di Castelfidardo, le Marche escono definitivamente dallo Stato Pontificio ed entrano a far parte del Regno d'Italia. Quanto segue risulta dagli atti di stato civile dello Stato Civile Italiano di Ancona, Stato Civile Italiano di Macerata e Stato Civile Italiano di Pesaro e Urbino, che debuttarono nel 1866. In questo capitolo troverete degli alberi genealogici.

Tra i tre gruppi di Brega che erano vissuti nelle Marche nel Settecento ed erano apparsi negli atti del precedente Stato Civile Napoleonico (1808/1814), solo quelli di Casteletta di Fabriano e Sant'Angelo in Vado avevano avuto discendenti ed esistevano ancora, quelli di Osimo erano scomparsi nel nulla nella prima metà dell'Ottocento.

- I discendenti dei due Brega che vivevano a Castelletta, in provincia di Ancona, furono tutti contadini mezzadri o contadini coloni, a volte braccianti. La differenza tra un mezzadro e un colono è che il contratto di mezzadria rendeva giuridicamente responsabile tutta la famiglia del mezzadro.

- I discendenti del Brega che viveva a Sant'Angelo in Vado furono quasi tutti calzolai. In quell'epoca un calzolaio non riparava solo le scarpe ma era un artigiano che le faceva.

- I pochi discendenti dei due Brega che vissero ad Osimo, che scomparvero da Osimo all'inizio dell'Ottocento, furono tutti fornacciai, cioè lavoravano nelle fornaci. Sembra che ad Osimo il lavoro di vasaio fosse una delle attività principali.

Ecco innanzitutto una carta della Vallesina:











1) Nell'alta Vallesina (i comuni di Fabriano, Serra, Apiro, Cupramontana e Montecarotto) risulta quanto segue:

- Negli atti del precedente stato civile Napoleonico (1808/1814), a Castelletta di Fabriano appaiono due capostipiti, Simone Pezzante alias Brega e Giambattista Brega, nati verso il 1730. Erano probabilmente fratelli, quindi figli di uno stesso antenato X nato verso il 1700.

Dagli atti del successivo stato civile Italiano (dal 1866), risulta che i discendenti di Simone Pezzante alias Brega, domiciliato nella contrada Pezze di Castelletta, oltre ad essere ancora presenti a Castelletta e nelle sue contrade, si erano diffusi ad Albacina, frazione di Fabriano, nella contrada Cestino di Avacelli, frazione di Arcevia (che negli atti dello stato civile Italiano risulta appartenente a Serra San Quirico), a Serra San Quirico e nelle sue contrade, nei castelli di Serra San Quirico che erano Sasso, Domo e Rotorscio (oggi Castellaro), nelle contrade di queste tre ultime località, e nella Via o Contrada Esinante di Cupramontana, che si trovava nei pressi di Rotorscio o Castellaro (piu tardi questa contrada apparirà come la Via Barchio di Cupramontana), e all'inizio del Novecento alcuni Brega della zona di Rotorscio o Castellaro si trasferirono a Montecarotto.

Invece, dell'altro capostipite di Castelletta, Giambattista Brega, domiciliato all'interno del villaggio, non sembrano rimanere discendenti di cognome Brega. Avrà almeno due figli maschi a Castelletta, uno dei quali si chiamava Biagio Ventura. Ventura era uno dei cognomi che venivano attribuiti ai trovatelli, potrebbe trattarsi quindi di un figlio adottato oppure naturale ma riconosciuto tardivamente. Dei Ventura di Castelletta appaiono diverse volte come testimoni negli atti di stato civile dei Brega di Castelletta, quindi erano parte della famiglia. L'altro figlio di cognome Brega non sembra aver avuto discendenti maschi, quindi sembrano esserci solo dei Ventura discendenti di Giambattista Brega di Castelletta. Questo Giambattista si risposerà probabilmente a Precicchie, dove avrà dei figli, che resteranno apparentemente senza discendenti maschi.

Ecco quindi dove appaiono dei Brega viventi nell'Alta Vallesina (verso Fabriano) all'inizio dello stato civile Italiano, nel 1866. Nei primi del Novecento il cognome appare anche a Montecarotto:














Ed ecco qui sotto uno schema dei discendenti di Simone Pezzante alias Brega di Castelletta e dei loro alberi genealogici. Questo Simone è l'antenato di tutti i Brega in cui antenati vivevano nell'Alta Valle dell'Esino, cioè nei comuni di Fabriano, Serra San Quirico, Apiro, Cupramontana e Montecarotto. Quindi è l'antenato della maggior parte dei Brega della provincia di Ancona.

L'antenato in alto con il punto interrogativo è suo padre, ma probabilmente anche dell'altro, Giambattista Brega, di cui apparentemente non restano discendenti col suo cognome. Questo antenato X dovrebbe essere nato verso il 1700, non si sa dove. Troverete di nuovo questo schema piu avanti, in due capitoli dedicati alla storia dei Brega di Castelletta e dei loro discendenti, insieme alle immagini degli alberi genealogici:





Ed ecco i link a Google Photos per questi tre alberi genealogici dei discendenti di Simone Pezzante alias Brega di Castelletta. Li troverete di nuovo piu avanti, in due capitoli sui Brega di Castelletta e i loro discendenti nell'alta Vallesina. Vi consiglio di continuare a leggere il post:

Albero Genealogico numero 1:

https://photos.app.goo.gl/TcttCL2QZWnwEVfH9

Albero Genealogico numero 4:

https://photos.app.goo.gl/fBzgGGniy44Eeemd6

Albero Genealogico numero 7:

https://photos.app.goo.gl/8be7khsuU2LcYdgy8


Per i discendenti dell'altro, Giambattista, ci sono gli alberi genealogici numero 2 e numero 5, ma non vi troverete i vostri antenati. Troverete questi due alberi piu avanti.




2) Nella Bassa Vallesina (verso Falconara) risulta quanto segue:

Appare nello stato civile Italiano di Ancona (dal 1866) un gruppo di Brega ad Agugliano, di cui non si conoscono le origini. Erano vissuti in quel luogo almeno dall'inizio dell'Ottocento, almeno un certo Paolo Brega, nato nel 1781. Per Agugliano non è ancora disponibile il precedente Stato Civile Napoleonico, quindi non è ancora possibile scoprire il nome dei genitori o il luogo l'origine di questo Paolo Brega. Potrebbe avere una relazione con la vicina Osimo, dove erano vissuti dei Brega dal Settecento almeno fino al 1814 e poi erano scomparsi nel nulla.

Per questi Brega di Agugliano c'è l'albero genealocico numero 9.

Ecco il link per Google Photos dell'albero genealogico dei Brega di Agugliano. Potreste non capirlo bene a questo punto. Lo troverete di nuovo piu avanti, nel capitolo dedicato ai Brega di Agugliano. Vi consiglio di continuare a leggere:

Albero genealogico numero 9:

https://photos.app.goo.gl/S49M26DVhYg9LFLk6



Ecco quindi dove appaiono dei Brega viventi nella bassa Vallesina, verso Falconara, all'inizio dello stato civile Italiano, nel 1866:











3) Nella provincia di Pesaro ed Urbino, risulta quanto segue:

- Per il gruppo dei Brega che vivevano durante il precedente stato civile Napoleonico a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino, risulta che all'inizio dello stato civile Italiano di Pesaro e Urbino (dal 1866) erano sempre li ma già molto meno numerosi di quelli della zona di Castelletta e Serra San Quirico. Nei primi del Novecento i Brega sembrano estinguersi completamente a Sant'Angelo in Vado. Alcuni si erano trasferiti nelle vicine UrbinoUrbania e Piandimeleto, e in seguito a Pesaro, ma ci furono pochissimi discendenti.

Troverete questo gruppo di Brega nell'albero genealogico numero 3.

Ecco il link per Google Photos dell'albero genealogico dei Brega di Sant'Angelo in Vado. E' difficile che possiate capirlo a questo punto. Vi consiglio di continuare il post fino al capitolo sui Brega di Sant'Angelo, troverete di nuovo quest'albero genealogico dopo una breve storia di queste persone:

Albero genealogico numero 3:

https://photos.app.goo.gl/CJqMDKEW9qnwHifV7



Ecco quindi dove appaiono dei Brega viventi all'inizio dello stato civile Italiano nella provincia di Pesaro e Urbino, nel 1866. Alla fine dell'Ottocento il cognome appare anche nelle vicine Urbino, Urbania e Piandimeleto, e nel Novecento a Pesaro.
















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I prossimi tre capitoli, che contengono degli alberi genealogici, riguardano i Brega i cui antenati vivevano nell'alta Vallesina, nella provincia di Ancona. (Castelletta, Albacina, Serra San Quirico, Domo, Sasso, Rotorscio, Montecarotto) Se i vostri antenati vivevano ad Agugliano, nella provincia di Ancona, o a Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino, e questi tre prossimi capitoli non vi interessano, potete saltare ai seguenti.







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                                            LA STORIA DI CASTELLETTA


Secondo lo stato civile Napoleonico, tra le tracce piu antiche del cognome Brega nelle Marche, se ne trovano a Castelletta di Fabriano, a 610 metri di altezza, al sud del monte Rovellone o Revellone, in quello che è oggi il Parco Naturale della gola della Rossa. 











Castelletta domina al nord est la città di Serra San Quirico e la Vallesina, e all'ovest la Gola della Rossa.









Castelletta di Fabriano con la Vallesina sullo sfondo


La Gola della Rossa


La storia di Castelletta è legata a quella di due potenti famiglie  di signori feudali, quella dei Gentili di Rovellone e, dal 1305 quella dei Chiavelli di Fabriano. I primi costruirono il castello di Castelletta. La prima menzione del villaggio appare in un testo del 1292. Questo testo riguarda un ordine monastico che fu fondato a Grottafucile, nei pressi di Castelletta, quello dei monaci Silvestrini, e Castelletta appare nominata come Castelletum. I Gentili di Rovellone erano un ramo della famiglia degli Atti o Attoni di Cerreto e Matelica, di origine Longobarda. Questa zona delle Marche fece parte del Ducato di Spoleto, appartenente ai Longobardi, e poi del Ducato di Camerino.

Dal libro "ABBAZIE E CASTELLI DELLA COMUNITA' MONTANA ALTA VALLE DELL'ESINO" di Giancarlo Castagnari:
"Sotto il conte Gentile, uomo pio e cultore degli studi di diritto, il feudo per consistenza di beni ed estensione territoriale diviene una delle più importanti aggregazioni dell’alto Esino (fra Jesi e Fabriano) che si riconosce in un unico signore capace di tener testa ai vicini comuni e agli altri nobili del luogo."

I Gentili di Rovellone giurarono fedeltà alla città di Jesi, quindi erano tenuti a vivere in quella città tre mesi all'anno. Altrimenti vivevano nella fortezza da cui prendevano il nome, posta in cima al monte Rovellone o Revellone, che dominava il castello di Castelletta. Oggi, della fortezza sulla cima del monte, resta solo qualche rovina delle fondazioni.

Dal libro "ABBAZIE E CASTELLI DELLA COMUNITA' MONTANA ALTA VALLE DELL'ESINO" di Giancarlo Castagnari:
"Nel XIII secolo questi feudatari dell’alto Esino stipulano “atti e convenzioni” con Jesi in virtù dei quali - secondo un documento del 1251 - Gentile di Rovellone pone i suoi uomini, beni, castelli e rocche a difesa e protezione del comune, dove va a risiedere tre mesi all’anno con la famiglia, lasciando liberi i propri vassalli di farsi cittadini. A sua volta Jesi nell’accettare la “dedizione” del potente signore pagense di parte ghibellina, gli promette perpe tua protezione."







 
Il monte Rovellone, che domina il castello di Castelletta e, sullo sfondo, Serra San Quirico e la Vallesina









Dal sito http://piccolabibliotecajesina.it/archivio/Rovellone.pdf










Nel 1227 il conte Corrado di Gentile, della famiglia dei Gentili di Rovellone,  donò a Silvestro dei Guzzolini di Osimo una località chiamata Grottafucile dove fondò il primo monastero dell'ordine dei Silvestrini. San Silvestro Guzzolini di Osimo si ritiro come eremita a Grottafucile dal 1227 al 1231. La sua presenza attiro molti giovani che si fecero monaci.




I resti dell'eremo di Grottafucile (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



Nel 1305, Donna Margherita, vedova del conte Gentile della famiglia dei Gentili di Rovellone, vendette il castello di Castelletta a Vagnino di Alberghetto Chiavelli, che agiva per conto della città di Fabriano. Nel 1308 Castelletta passa sotto la giurisdizione della città di Fabriano.

Dal libro "ABBAZIE E CASTELLI DELLA COMUNITA' MONTANA ALTA VALLE DELL'ESINO":
"Da parte sua la contessa Margherita si muove con deci sione e destrezza. Nel 1305 vende a Fabriano, che non aspetta altro, i castelli di Rovellone. Castelletta. Avoltore, Grotte, Precicchie con relativa giurisdizione per 20.000 libre ravennati e anconitane, legando così sempre più i propri interessi e quelli dei suoi figli al comune, che ormai è divenuto illegittimo protettore della sua famiglia, fino al punto di impegnarsi con atto notarile a sostenere tutte le spese per eventuali liti dovute a rivendicazioni di eredità da parte di altri pretendenti."






Il castello di Castelletta (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)
 



Durante il Quattordicesimo secolo Fabriano, che possedeva Castelletta, partecipo alla lotta tra Guelfi e Ghibellini, fino a quando, nel 1378, la potente famiglia Ghibellina dei Chiavelli prevalse. Dopo il massacro dei Chiavelli, nel 1435, ci fu un breve periodo di dominazione da parte di Francesco Sforza (1435-1444). In seguito, Fabriano (e quindi Castelletta) passa allo Stato Pontificio.

Nel 1798, Fabriano (e quindi Castelletta) passa a far parte della Repubblica Romana del Generale Berthier, ma nel 1800 ritorna allo Stato Pontificio. Ma non per molto, perchè nel 1808 passa a far parte del Regno Italico di Napoleone.

Durante il regno di Napoleone Castelletta appartiene al Dipartimento del Musone, distretto di Macerata, comune di Apiro. Quindi Castelletta diventa sotto Napoleone una frazione di Apiro.
Sotto Napoleone vennero soppressi molti ordini religiosi e conventi. Ma Napoleone fece anche abolire i ghetti Ebraici e permise la libera circolazione degli Ebrei.

Nel 1811, Napoleone ordino un censimento per conoscere gli usi e costumi del suo impero, incluso il Regno Italico, di cui le Marche facevano parte. Le immagini sotto sono anch'esse parte di questo censimento di Napoleone, sono figurine che rappresentano contadini Marchigiani dei primi dell'Ottocento.






























Dopo il periodo Napoleonico, nel 1813 Fabriano passa al provvisorio Regno di Napoli, sotto Gioacchino Murat. Nel 1814 cade nelle mani degli Austriaci. Nel 1815 ritorna di nuovo allo Stato Pontificio.  Castelletta diventa allora una frazione di Albacina. Ecco il Catasto Gregoriano di Castelletta, che è un Catasto Pontificio.








Ecco una descrizione di Castelletta verso la fine del periodo dello Stato Pontificio; Il libro è "Topografia Statistica dello Stato Pontificio" di Adone Palmieri, pubblicato nel 1857:







Il 14 settembre 1860 le truppe Sabaude liberano la città. Fabriano verrà annessa al Regno d'Italia di Vittorio Emanuele II.

Ecco delle immagini di contadini di Castelletta nella prima metà del Novecento. Le foto furono fatte da un vecchio parroco di Castelletta, sono state ricavate da un documentario prodotto dalla Comunanza Agraria di Castelletta que si trova su Google Videos:
















     



































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                                  SIMONE PEZZANTE O BREGA DI CASTELLETTA

Gli alberi genealogici in questo capitolo sono già apparsi nel capitolo precedente.

Nella Contrada Pezze di Castelletta, situata fuori dalle mura del paese, sul Colle Stripparelli, in direzione di Serra San Quirico, era vissuto uno dei due capostipiti di Castelletta, Simone Pezzante o Simone Breganato verso il 1730 o 1740. 

Almeno vivevano li nel 1810 la sua vedova Francesca Beccucci, contadina colona, nata a Castelletta nel 1734, e un figlio maschio, Francesco Brega o Pezzante, contadino mezzadro. 

Ecco la contrada Pezze e il Colle Stripparelli visti dal lato di Castelletta, guardando verso Serra San Quirico. Sullo sfondo la Gola della Rossa o via Clementina. A sinistra della freccia rossa, sopra una rupe, indicate da una freccia grigia, si trovano le rovine dell'Eremo di Grottafucile. Serra San Quirico si trova in altro a destra, fuori dal perimetro della foto. La località che era una volta la contrada Pezze è conosciuta a Castelletta come Casa de Pappo'. 












Ecco la chiesa di Santa Maria di Grottafucile, parte dell'Eremo di Grottafucile. Anche se l'eremo era stato progressivamente abbandonato, la chiesetta di Santa Maria di Grottafucile era stata frequentata fino ai primi anni dell'Ottocento, quando Napoleone fece sopprimere molti ordini religiosi, conventi e chiese:






Santa Maria di Grottafucile. Immagine dal sito ViewRanger





QUESTO SIMONE BREGA E' L'ANTENATO  DEI BREGA DELL'ALTA VALLESINA, NELLA PROVINCIA DI ANCONA.

Ecco, nello stato civile Napoleonico di Castelletta (1808/1814), l'atto di morte della moglie Maria Francesca Beccucci, contadina colona, redatto dal parroco di Castelletta Francesco Sforza il 14 aprile 1810, dove sono menzionati il defunto marito Simone, che è qui chiamato Brega, e il figlio Francesco Brega o Pezzante, contadino mezzadro:











Il capostipite Simone Pezzante o Simone Brega aveva almeno un altro figlio maschio, Giambattista Pezzante, contadino mezzadro. (che appare come Giovanni Battista Brega nel successivo stato civile Italiano) Risulta residente nella contrada Pian delle Vene di Serra San Quirico. Questa contrada si trovava a valle e dovrebbe trovarsi oggi nella zona industriale Serralta di Serra San Quirico, dato che sembra esserci in quella zona una z.i. Pian delle Vene.

Nell'atto di nascita qui sotto, dello stato civile Napoleonico di Serra San Quirico (1808/1814), è fatta menzione di questo Giambattista, che appare come Giambattista Pezzante, e del padre, che appare come Simone Pezzante.








Simone Pezzante, o Simone Brega, ha avuto anche almeno due figlie femmine, sposate a Serra San Quirico, che appaiono negli atti dello stato civile Napoleonico come Maria Pezzante e Serafina Pezzante.

Questi due figli maschi, Francesco Brega o Pezzante, e Giambattista Pezzante alias Giovanni Battista Brega , sono gli antenati di tutti i Brega che vivevano nell'Alta Vallesina. Sono quindi gli antenati della maggior parte dei Brega della provincia di Ancona.

Ecco uno schema degli alberi genealogici dei discendenti di questo Simone Pezzante alias Brega.

SE I VOSTRI ANTENATI ERANO DELLA PROVINCIA DI ANCONA, DELLA ZONA DELL'ALTA VALLESINA, LI TROVERETE QUI. 













L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 1 è per il figlio Francesco Brega o Pezzante di questo capostipite Simone Pezzante o Simone Brega, domiciliato nella contrada Pezze di Castelletta, ed per i suoi discendenti, fino ai primi del Novecento. I discendenti di questo Francesco si trasferiranno a Serra San Quirico, Albacina, e la contrada Cestino di Avacelli. 

Se i vostri antenati vivevano in queste zone, potreste trovarli qui. 

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento alla fine del post.
























Castelletta di Fabriano (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



In questo primo albero c'erano quindi i discendenti di Francesco Brega o Pezzante, figlio del capostipite Simone Pezzante o Simone Brega della contrada Pezze di Castelletta.

Tra i figli di questo Francesco Brega o Pezzante c'è sicuramente anche un certo Simone Brega, abitante a Castelletta, nella contrada Pezze, il cui padre non è mai specificato negli atti di stato civile. Ha bisogno di un albero genealogico solo per lui perchè ha avuto molti discendenti e perchè la paternità non è precisata.

Un figlio di questo Simone Brega, che appare nello stato civile come Giovanni Pezzanti, e molti dei suoi discendenti abiteranno in un luogo indicato nello stato civile Italiano come il numero civico 284 di Castelletta, che non è altro che la casa nella contrada Pezze dove viveva il capostipite Simone Pezzante o Simone Brega. Quindi questo Simone Brega è sicuramente un altro figlio di Francesco Brega o Pezzante, a sua volta figlio del capostipite Simone Pezzante o Simone Brega, i cui altri discendenti si trovano nel precedente albero genealogico numero 1

Per questo Simone Brega, sicuramente figlio di Francesco Brega o Pezzante, a sua volta figlio del capostipite Simone Pezzante o Simone Brega della contrada Pezze di Castelletta, c'è L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 4, fino ai primi del Novecento. Alcuni discendenti di questo rimarranno a Castelletta, altri si trasferiranno nella zona di Serra San Quirico. 

Se i vostri antenati vivevano in queste zone, potreste trovarli qui:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo, (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento.





















Un'altro figlio maschio di questo capostipite Simone Pezzante o Simone Brega della contrada Pezze di Castelletta è Giambattista Pezzante Giovanni Battista Brega, contadino mezzadro domiciliato nella contrada Pian delle Vene di Serra San Quirico.


l'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 7 è per questo Giambattista Pezzante Giovanni Battista Brega e i suoi discendenti, fino ai primi del Novecento. I suoi discendenti si diffusero soprattutto a Serra San Quirico e nei castelli di Serra, cioè Domo, Sasso e Rotorscio (oggi Castellaro) e nella via o contrada Esinante di Cupramontana, nei pressi di Rotorscio o Castellaro. (Piu tardi questa via o contrada Esinante appare nello stato civile come via Barchio di Cupramontana) All'inizio del Novecento, alcuni Brega della frazione Rotorscio di Serra San Quirico (che sembra diventare una contrada di Apiro alla fine dell'Ottocento) vanno a Montecarotto. 

Se i vostri antenati vivevano in queste località, potreste trovarli qui:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento.


















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                                     GIAMBATTISTA BREGA DI CASTELLETTA

Non troverete i vostri antenati in questo capitolo, se non vi interessa potete saltarlo.

Oltre a Simone Pezzante alias Simone Brega, che è apparso nel capitolo precedente, viveva a Castelletta un altro uomo, Giambattista Brega, nato verso il 1730 come Simone, e che era probabilmente suo fratello. Giambattista Brega era stato sposato con Anna Catarina di Bonaventura, nata a Castelletta. Lui e la moglie erano già morti quando vennero scritti i primi atti dello stato civile Napoleonico, nel 1808.

Forse era vissuto in Contrada Vicolo Secondo di Castelletta, situata all'interno delle mura del villaggio, dato che viveva in quella via nel 1812 il figlio Biagio Ventura. 

Questo primo figlio di Giambattista Brega, Biagio Venturanato nel 1761, è l'antenato dei Ventura di Castelletta perchè ha avuto diversi figli maschi chiamati Ventura con la prima moglie Maria Giovanna Paladini. Questo Biagio Ventura potrebbe essere stato adottato in quanto i cognomi Ventura, Venturini, Venturelli, erano a volte attribuiti ai trovatelli negli Ospedali dei Proietti. Oppure era nato prima che i genitori si sposassero e quando è stato riconosciuto come figlio il cognome Brega non aveva potuto essere attribuito.

In ogni caso, i Ventura originari di Castelletta sono discendenti di questo Giambattista Brega di Castelletta.





Castelletta di Fabriano ( immagine dal sito I Luoghi del silenzio)





Castelletta di Fabriano (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



Questo capostipite Giambattista Brega ha avuto apparentemente a Castelletta anche un altro figlio di nome Biagio Brega. Ha un anno di nascita diverso da quello di Biagio Ventura, è nato nel 1769, quindi si tratta di un'altra persona. Non ho trovato discendenti maschi per questo altro Biagio Brega, quindi questo albero genealogico si ferma presto per i Brega, sembrano restare solo dei Ventura come discendenti. 

Anche negli atti di stato civile Napoleonico di Precicchie, frazione di Fabriano, che si trova un po' piu a valle di Castelletta, appare un Giambattista Brega, anche lui morto all'inizio dello stato civile Napoleonico, nel 1808. Questo Giambattista ha avuto a Precicchie forse tre figli, (il primo nel 1789) con Maria Angela Montuschi di Precicchie, nata nel 1865, contadina possidente. Maria Angela Montuschi rimarra vedova di Giambattista e si risposerà sempre a Precicchie, dove morirà nel 1809.

Dovrebbe trattarsi di questo Giambattista Brega di Castelletta, che nato forse verso il 1730 a Castelletta, ha avuto con la prima moglie i figli Biagio Ventura e Biagio Brega a Castelletta nel 1761 e 1769, trentenne. Poi, probabilmente vedovo, si è trasferito a Precicchie dove si è rispostato ed ha avuto nel 1789 la prima figlia, ormai  cinquantenne. 


Per discendenti che Giambattista Brega ha avuto a Castelletta, c'è L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 2. Non troverete i vostri antenati in questo albero:












Invece, per i discendenti che Giambattista Brega ha probabilmente avuto a Precicchie, c'è L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 5. Non troverete i vostri antenati in questo albero.










Precicchie si trova un po' piu a valle di Castelletta:
















Il castello di Precicchie - immagine dal sito the marche experience

Secondo gli atti dello stato civile Italiano (dal 1866), non sembrano esserci piu discendenti Brega maschi a Precicchie e questa linea si estingue.

A Precicchie era apparso pero anche il cognome Bregallini, che non ho avuto il tempo di seguire. Questo cognome Bregallini è molto raro e esiste attualmente in Italia solo nel comune di Fabriano, dove si trova Precicchie. In ogni caso, negli atti dello stato civile Italiano, questo cognome Bregallini rimpiazza a Precicchie il cognome Brega, che scompare.












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                                                    I BREGA DI AGUGLIANO

Questo capitolo riguarda i Brega i cui antenati vissero ad Agugliano. Se i vostri antenati vivevano a Sant'Angelo in Vado e questo capitolo non vi interessa, andate al successivo.

Ad Agugliano, c'erano dei Brega almeno dalla prima metà dell'Ottocento, specialmente nella frazione Castel d'Emilio. Appaiono negli atti dello Stato Civile Italiano, che inizia nel 1866.








Agugliano, per secoli suddito di Ancona, per la sua fedeltà subi rappresaglie e rovine da quelle milizie che, non potendo occupare Ancona, sfogarono la loro ira sui castelli del suo contado.

Comune autonomo con propri statuti ( la cui parte piu antica è datata 1390) omologati nel 1565 da San Carlo Borromeo, all'epoca governatore di Ancona. Una bolla del papa Alessandro II datata 26 dicembre 1062 cita la Ecclesia S. Mariae de Agugliano.





La frazione Castel d'Emilio di Agugliano (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



Il castello: La prima testimonianza del Castrum Agulliani risale al 1356, quando è elencato nella Descripio Marchiae del Cardinale Albornoz. Il castello ha subito rimaneggiamenti tali che le antiche emergenze sono state distrutte o modificate in maniera irreversibile.

Frazione Castel d'Emilio: La prima notizia sul castello risale al 1239, quando un Milo di Attone de Castro Mili è condannato dal Comune di Jesi per occupazione abusiva delle terre comunali.

Il primo Brega che è stato trovato nello stato civile Italiano di Agugliano è un certo Paolo Brega, nato nel 1781, apparentemente ad Agugliano. Purtroppo non è stato possibile stabilire chi fosse il padre e di dove fosse. In effetti, non sono ancora disponibili per Agugliano e per tutta la Bassa Vallesina i registri dello Stato civile Napoleonico (1808/1814). Anche nei registri del successivo Stato Civile Italiano, gli atti di morte di Agugliano sono incompleti.

Quindi non è stato possibile legare questo albero genealogico di Agugliano a quello di uno dei tre gruppi di Brega che erano vissuti nelle Marche dalla seconda metà del Settecento, e che sono stati trovati nei registri dello Stato Civile Napoleonico, che erano quelli di Castelletta, Osimo e Sant'Angelo in Vado.




Catasto Gregoriano di Castel d'Emilio, frazione di Agugliano.



E' possibile che questi Brega di Agugliano discendessero dai Brega che erano apparsi nei documenti dello stato civile Napoleonico nella vicina Osimo fino al 1814 e che erano scomparsi nella prima metà dell'Ottocento, cioè non se ne trova piu traccia nei registri delle Parrocchie di Osimo dal 1863 al 1865, e nello stato civile italiano di Osimo, che inizia nel 1866.









Una maniera di stabilire se questi Brega di Agugliano discendessero dai Brega di Castelletta sarebbe di sapere se i Brega di Agugliano erano chiamati anch'essi "Pezzante". Infatti, almeno durante l'Ottocento, i Brega dell'alta Vallesina, della zona di Castelletta, Albacina, Serra San Quirico, Domo, Sasso, Rotorscio e la contrada Esinante, che erano discendenti dei due primi Brega di Castelletta, erano spesso chiamati "Pezzante". Se qualche Brega di Agugliano sa qualcosa, lasci un commento.

Ecco una porta medievale di Castel d'Emilio, frazione di Agugliano, dove appare un certo Cesare Nazzareno Brega di Vincenzo, nato il 30/01/1886 al n. 89 della contrada Castello di Agugliano e morto come soldato nella prima guerra mondiale all'ospedale militare di Ancona. Lo troverete nell'albero genealogico che segue.





Una lapide posta in una porta medievale di Castel d'Emilio, frazione di Agugliano, dove appare un Cesare Brega, morto nella prima guerra mondiale. (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)




Castel d'Emilio, frazione di Agugliano. (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)




 L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 9 è per questi Brega di Agugliano:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento alla fine del post.
















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                                           I BREGA DI SANT'ANGELO IN VADO

Almeno dal Settecento c'erano dei Brega anche a Sant'Angelo in Vado, alla confluenza del torrente Morosina sul fiume Metauro, in provincia di Pesaro e Urbino. Purtroppo, anche se Urbino ha fatto parte del Regno Italico di Napoleone non è disponibile lo stato civile Napoleonico, ma solo dal 1866 lo stato civile Italiano.

E' difficile stabilire che legame ci fosse tra questi Brega di Sant'Angelo in Vado e quelli di Castelletta ed Osimo, che erano anch'essi già presenti nel Settecento. Mentre quelli dell'alta Vallesina erano quasi tutti contadini coloni o contadini mezzadri e quelli di Osimo erano tutti fornacciari, cioè lavoravano nelle fornaci, questi erano tutti calzolai. Di nuovo, la sezione commenti di questo blog potrebbe permettere di elucidare il mistero se qualcuno avesse informazioni.









Sant'Angelo in Vado




Sant'Angelo in Vado era una volta la città romana di TIPHERNUM METAURENSE, denominazione che deriva da tipher o tifia, pianta acquatica che si sviluppa nelle zone paludose. Altri pensano che il toponimo derivi da una parola Picena, Tifer, che significava palude. Il toponimo è menzionato dagli storici Plinio il Vecchio e Tolomeo. Fu distrutta nel VI secolo A.D. dai Goti durante la guerra tra i Goti e i Bizantini. Fu ricostruita dai Longobardi sulle rovine della città Romana e dedicata dai Longobardi all'Archangelo Michele. Divenne, durante il IX secolo A.D. la capitale della MASSA TRABARIA, una provincia ecclesiastica incuneata tra Marche, Romagna, Toscana ed Umbria, cosi chiamata per gli abeti dei suoi monti che fornivano le travi per la costruzione delle basiliche romane, seguendo le correnti del Tevere. Qui si radunava il Parlamento della Provincia di Massa Trabaria che comprendeva il territorio incluso tra Cagli - Urbino e l'Appennino. Durante il XIV secolo diventa un feudo della famiglia dei Brancaleoni. Nel 1437, dopo il matrimonio tra Federico di Montefeltro e Gentile Brancaleoni, passa alla famiglia dei Montefeltro e diventa parte del Ducato di Urbino. Sotto questa dinastia, particolarmente nel periodo del suo più grande esponente, Federico II, l’intera area conobbe la splendida stagione del Rinascimento urbinate. Nel 1631, con la morte del duca Francesco Maria II della Rovere e l’estinzione della casa dei della Rovere, succeduta ai Montefeltro, il territorio della antica Massa Trabaria entrò a far parte dello Stato della Chiesa assieme alle altre terre e città del ducato di Urbino. Nel 1636 Papa Urbano VIII elevò Sant'Angelo al rango di "Città" e la promosse a Diocesi. Nel luglio del 1849 di qui passò Giuseppe Garibaldi in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana. Sant'Angelo in Vado entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1860-61.





Sant'Angelo in Vado





Per Sant'Angelo non sono quindi disponibili i documenti dello stato civile Napoleonico (1808/1814). Tuttavia, nello stato civile Napoleonico di Osimo (1808/1814) è stata trovata una Teresa Brega, cucitrice, nata a Sant'Angelo in Vado e figlia maggiore di Ludovico Brega di Sant'Angelo in Vado, che deve quindi essere nato verso il 1740 o 1750. Questa Teresa va a vivere ad Osimo perchè sposa un uomo del luogo. Quindi, i Brega si trovavano a Sant'Angelo almeno dall'inizio del Settecento

I primi documenti disponibili per Sant'Angelo sono quindi gli atti del successivo stato civile Italiano di Pesaro e Urbino. (dal 1866) In questi appare citato un Grespino Brega, calzolaio nato alla fine del Settecento, già morto all'inizio dello stato civile Italiano. Nella generazione successiva, nata all'inizio dell'Ottocento c'erano solo due Brega di sesso maschile a Sant'Angelo, Giustino Brega e Domenico Brega, calzolai, anch'essi già morti all'inizio dello stato civile Italiano, per i quali i genitori non sono mai indicati. Forse erano figli di questo Grespino Brega. 

A partire de questi due Brega, è evidente dall'albero genealogico que quasi tutti i bambini morivano a Sant'Angelo in Vado. Forse era un luogo insalubre e c'erano molte epidemie. Tra i discendenti di questi due qui sopra, uno si trasferi ad Urbino, uno ad Urbania, due a Piandimeleto, e piu tardi, uno a Pesaro, e un'altro emigro a Nizza, in Francia, ma ci furono pochissimi discendenti. A Sant'Angelo in Vado il cognome Brega sembra sparire nei primi del Novecento.

I registri delle nascite a S. Angelo in Vado, Urbino, Urbania e Piandimeleto, sono disponibili solo fino al 1903. Se qualcuno, dopo aver visto l'albero genealogico, ha informazioni riguardo questi pochi discendenti sopravvissuti, lasci un commento alla fine di questo post.




Ecco L' ALBERO GENEALOGICO NUMERO 3 DEI BREGA DI SANT'ANGELO IN VADO, URBINO, URBANIA E PIANDIMELETO, fino ai primi del Novecento:

Se trovate i vostri antenati in questo albero e avete informazioni per completarlo, (al massimo fino agli anni 40 o 50 del Novecento), lasciate un commento alla fine del post.












Sant'Angelo in Vado




Sant'Angelo in Vado




Nel mese di luglio dell'anno 1849, Giuseppe Garibaldi passo per Sant'Angelo in Vado dopo la caduta della Repubblica Romana.

Nel libro "Gli ultimi granduchi di Toscana" di Giorgio Cucentremoli, si legge che:

"In questa località, nello stesso giorno 1 di agosto, veniva A Sant'Angelo in Vado la cavalleria austriaca, in un parapiglia pauroso, attaccò la retroguardia di Garibaldi rimasta indietro nel mentre ufficiali e soldati uscivano dalle case dove eran stati ospitati. Qualcuno degli ufficiali non ebbe neanche il tempo di allacciarsi la sciabola e di montare a cavallo. Un certo Giustino Brega, calzolaio, denunciò agli Austriaci di avere in casa un ufficiale garibaldino e quest'ultimo fu fucilato. Ma il Brega, circondato dal disprezzo unanime, senza che mai più da chicchessia gli fosse rivolta la parola, morì pazzo."


Dal libro "Biblioteca storica del risorgimento Italiano - Edizioni 9-12":






Sant'Angelo in Vado



Un figlio di questo Giustino Brega, un certo Pio Brega, anche lui calzolaio, si trasferi ad Urbino. Questo Pio Brega era il padre del famoso architetto Giuseppe Brega, maestro dello stile Liberty, che disegno il famoso Villino Ruggeri a Pesaro. Qualche cenno biografico:

"Il Prof. Arch. Giuseppe Brega nacque in Urbino il 18 marzo 1877 da umile famiglia artigiana: suo padre Pio (nato a Sant'Angelo in Vado il 17/08/1846) era ciabattino, sua madre si chiamava Agostina Pierluigi (nata in Urbino il 27/08/1855)"





Il villino Ruggeri a Pesaro



Il villino Ruggeri a Pesaro






Il villino Ruggeri a Pesaro










  
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I prossimi due capitoli riguardano due gruppi di Brega Marchigiani che erano apparsi negli atti di stato civile Napoleonici (1808/1814) e poi sono scomparsi. 




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                  I BREGA DI OSIMO (SCOMPARSI NEI PRIMI DELL'OTTOCENTO)

Secondo lo stato civile Napoleonico di Macerata, (1808/1814) tra le prime tracce dei Brega nelle Marche, si trovano quelle dei Brega di Osimo. Il Brega piu antico trovato, Tommaso Brega, che poteva essere il capostipite, era nato verso il 1720 o forse anche il 1710. 












Purtroppo, nei successivi atti dei Registri delle Parrocchie di Osimo (1863-1865) e negli atti dello stato civile Italiano (dal 1866) il cognome era completamente sparito,  quindi l'albero genealogico di questi è molto piccolo. Potrebbero essere andati altrove, essere morti tutti o aver cambiato cognome. 













Osimo - Porta Musone








Osimo




Ad Osimo nello stato civile Napoleonico di Macerata (1808/1814) appare un gruppo di Brega fornacciari, cioè che lavoravano nelle Fornaci. Il capostipite è per adesso un Tommaso Brega, nato verso il 1710 o 1720. C'erano già due generazioni dei suoi discendenti.

Dovrebbe esserci stata una relazione tra questi primi Brega che vivevano ad Osimo nei primi anni dell'Ottocento e quelli di Sant'Angelo in Vado, nella provincia di Pesaro e Urbino. Secondo gli atti dello stato civile Napoleonico di Osimo, una Teresa Brega, cucitrice, nata a Sant'Angelo in Vado nel 1773 e figlia maggiore di Ludovico Brega di Sant'Angelo in Vado, nato verso il 1740/1750, è residente a Osimo e sposa un uomo del luogo. E' quindi dallo stato civile di Osimo che conosciamo uno dei primi Brega di Sant'Angelo in Vado. Se questo Ludovico Brega ha mandato la figlia da Sant'Angelo in Vado ad Osimo, era perchè doveva avere delle relazioni o dei parenti in quel luogo.

Quindi nei successivi Registri delle Parrocchie di Osimo (1863-1865) e nel successivo Stato Civile Italiano di Ancona (dal 1866), non ci sono piu Brega ad Osimo. Non ne è stato trovato nessuno.

Ecco L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 6 DEI BREGA DI OSIMO, secondo lo Stato Civile Napoleonico di Macerata (1808/1814).













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     TRE BREGA A FRONTALE (SCOMPARSI NEI PRIMI DELL'OTTOCENTO)

Anche a Frontale di Apiro, nella provincia di Macerata, appaiono tre Brega nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Musone (1808/1814). Purtroppo nel successivo stato civile Italiano (dal 1866) non c'erano già piu dei Brega. Quindi l'albero genealogico di questi è molto piccolo.










C'erano tre Brega a Frontale di Apiro durante il periodo dello stato civile Napoleonico di Macerata (1808/1814), due Francesco Brega e una Pasqualina Brega. Purtroppo, i pochi Brega della generazione precedente, nella provincia di Ancona, avevano già tutti un figlio Francesco. Quindi non si capisce l'origine di questi. E' stato impossibile inserirli negli alberi genealogici.

Inoltre, negli atti dello stato civile Napoleonico di Frontale di Apiro, nella contrada Fornaci di Frontale, uno dei due Francesco è indicato come Francesco Brega detto Català, nato nel 1767, Nell'atto di morte di uno dei suoi figli, il figlio appare come Luigi Brega detto Català.

Tutti i Brega della zona di Serra e Fabriano avevano invece come soprannome "Pezzante".

L'altro Francesco Brega, sempre nella contrada Fornaci di Frontale di Apiro, era nato nel 1753 o 1756.







Frontale di Apiro






Purtroppo l'ufficiale dello stato civile di Frontale non ha mai indicato negli atti i nomi dei genitori di questi due, quindi manca la generazione precedente ed è difficile capire se questa generazione precedente vivesse già a Frontale o altrove.

In alcuni atti dello stato civile Napoleonico di Castreccioni, a Candelora, (oggi Santa Maria Candelora, frazione di Moscosi, a prossimità del lago di Cingoli che all'epoca non esisteva), appare un certo Luigi Català, nato nel 1773 o 1775, figlio di Francesco. Potrebbe esserci un legame con questi.

L'ALBERO GENEALOGICO NUMERO 8 è per questi Brega di Frontale. Non si tratta neanche di un albero genealogico. Rappresenta la situazione durante lo stato civile Napoleonico. Nel successivo stato civile Italiano di Apiro (dal 1866), non ci sono piu Brega a Frontale.







                                   



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                                           I COGNOMI DELL'ALTA VALLESINA

I cognomi della zona dell'alta Vallesina, dove vivevano i primi Brega della provincia di Ancona, raccontano una storia di immigrazione.

Innanzitutto ci sono i cognomi di origine Lombarda, risultato di immigrazioni di contadini e artigiani Lombardi nella Vallesina dalla fine del Quattrocento fino all'Ottocento.

Poi ci sono altri cognomi che arrivarono dal porto di Ancona.




Il porto di Ancona e l'Arco di Traiano.



Ancona fu fondata da Greci Siracusani di stirpe Dorica nel 387 A.C. in una zona dove esistevano già degli insediamenti Piceni. Per circa due secoli fu una prospera colonia e porto Greco, Ankon. In seguito, i Romani ingrandirono il porto di Ancona che divenne una via di comunicazione tra Roma e l'Oriente. Alla caduta dell'Impero Romano divenne una delle Pentapoli dell'Impero Bizantino. A partire dall'anno mille divenne libero comune e Repubblica Marinara, in partenariato con la città Croata di Ragusa, che oggi si chiama Dubrovnik. Nel 1532 entro a far parte dello Stato Pontificio. Ancona ha sempre avuto un rapporto intenso con i Balcani e l'Oriente.

Nell'alta Vallesina, i cognomi Schiavi, Schiavoni, Schiavetti, Albanesi, Balcani, Balcanelli, Morlacchi, raccontano la storia di immigrati dei Balcani, che fuggirono l'occupazione Ottomana rifugiandosi in Italia già nel Quindicesimo secolo. Questi immigrati erano molto, molto numerosi nella Vallesina. Avevano le loro proprie chiese e, insieme agli immigrati Lombardi, ripopolarono la zona dopo le epidemie di peste del Quattordicesimo secolo che avevano decimato la popolazione. Quelli della Dalmazia erano chiamati "Sclavi"o "Schiavoni", quelli dell'Albania "Albanesi". Apparentemente, ci furono dei conflitti tra la popolazione locale ed alcuni immigrati Albanesi, che venivano ritenuti rissosi. Per questo, ma forse anche per un po' di razzismo, alcuni comuni della Vallesina come ad esempio Jesi pubblicarono dei bandi in Lombardia, dove offrivano gratuitamente terra e una casa a quei Lombardi disposti a venire nella Vallesina. I primi immigrati Lombardi arrivarono verso il 1490 a Jesi, Monsano, Santamarianova.

Altri cognomi dell'alta Vallesina come Galizia, Greci, Armeni, Turchi, Turchetti, Saraceni, Libani, Levantini, Moro, Morelli, Morettoni, Negroni, Cipriani, Spagnoli, Catalani, Corsi, Vasconi, Basconi, Portoghese, Cirinei, Marocchino, Marrocchi, Marrocchini, Ungarini, Tartarelli, Polacco, testimoniano probabilmente dei vasti contatti che la città di Ancona aveva col Mediterraneo. A volte, cognomi che indicavano nazionalità venivano anche attribuiti ai trovatelli, ma la maggior parte di questi devono essere il risultato di immigrazioni.

Poi ci sono, o almeno c'erano, i cognomi Ebraici. Raccontano innanzitutto la storia degli ebrei Ashkenazi dell'Europa Centrale, scacciati nel medioevo dalla Germania perchè ritenuti responsabili delle epidemie di peste e rifugiatisi in Italia. Raccontano anche la storia degli Ebrei Sefarditi della penisola Iberica, scacciati nel 1492 dalla regina Isabela la Catolica, anche quelli che erano stati obbligati a convertirsi. Molti di questi si erano rifugiati in Provenza, nel sud della Francia, ma furono espulsi anche da quella zona. Di questi, molti arrivarono dapprima a Livorno e poi ad Ancona. Poi c'erano anche gli Ebrei del Regno di Napoli, il Mezzogiorno, sotto dominio Spagnolo, scacciati anche loro e rifugiatisi nel resto dell'Italia. Ancona aveva una delle piu grandi comunità Ebraiche dell'Italia. Quando Ancona passo allo Stato Pontificio, dopo un primo periodo di tolleranza, iniziarono le persecuzioni e fu istituito il Ghetto. Molti cognomi Ebraici Italiani sono di origine Marchigiana, soprattutto quelli derivati da nomi di città Marchigiane.








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                                                             MISCELLANEA

Oggi, i luoghi con la piu alta concentrazione di Brega nelle Marche sono Serra San Quirico e Montecarotto, nell'alta Vallesina.



Serra San Quirico (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)


Montecarotto non era uno dei luoghi dove vivevano i Brega nel Settecento e Ottocento, sono arrivati li nei primi del Novecento. Gli atti di nascita dello stato civile Italiano sono sfortunatamente disponibili solo fino al 1896 per Montecarotto, ma fino a quella data non è stato trovato nessun Brega.



Montecarotto


A differenza di altri cognomi della zona, i Brega dell'Alta Vallesina, negli atti di stato civile fino al Novecento, appaiono sempre come contadini, mai come contadini possidenti, non possedevano terra. Erano in effetti contadini coloni, contadini mezzadri, a volte braccianti.

Fino al Novecento i Brega dell'Alta Vallesina sono rimasti quindi nella zona di Castelletta, Albacina, la contrada Cestino di Avacelli, Serra San Quirico e frazioni, Domo, Sasso e Rotorscio, la via o contrada Esinante di Cupramontana, e all'inizio del Novecento Montecarotto.

Nella Bassa Vallesina c'era anche un altro gruppo di Brega ad Agugliano. Questi facevano tutti i tipi di mestieri.

All'inizio dell'Ottocento c'erano stati dei Brega anche a Precicchie, Frontale ed Osimo, ma in questi luoghi il cognome sembra estinguersi.




Serra San Quirico (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)



Molti Brega della zona della Vallesina avevano diversi figli senza essere sposati. Negli atti di nascita di questi neonati la madre era indicata come " donna non maritata, non parente, ne affine con lui nei gradi che ostano il riconoscimento".

Questi figli venivano riconosciuti anni piu tardi, spesso tutti insieme, con un matrimonio. Alla fine di un atto di matrimonio si leggeva che: "Gli sposi dichiarano che dalla loro unione naturale sono nati..................................................e che intendono riconoscerli come loro propri figli".

Se il figlio era stato dichiarato allo stato civile dal padre Brega come figlio di madre ignota, nell'atto del susseguente matrimonio, quando il bambino veniva riconosciuto, il cognome Brega veniva attribuito.

Se il figlio era stato dichiarato allo stato civile come figlio di padre e madre ignota, nell'atto del susseguente matrimonio, quando il bambino veniva riconosciuto, veniva attribuito un altro cognome.

Nell'Ottocento, molti contadini dell'Alta Vallesina facevano lavori stagionali nell'Agro Romano, che è la campagna Romana. In molti atti di nascita dei Brega dell'Alta Vallesina il padre è assente perchè lavora altrove.

Molti bambini Brega morivano giovani, la vita era dura.

Alla fine dell'Ottocento alcuni Brega della Vallesina emigrarono almeno in Brasile e Argentina, dove ebbero discendenti. All'inizio del Novecento diversi Brega dell'Alta Vallesina partirono per gli Stati Uniti e il Canada. Alcuni tornarono dopo qualche anno, di altri non si conosce il destino.




Serra San Quirico, le Copertelle (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)




Solo alla fine dell'Ottocento i Brega dell'Alta Vallesina iniziano ad avere altre professioni oltre a quella di contadino: elettricista, meccanico, cantoniere, calzolaio, guardia forestale, muratore, etc.





Serra San Quirico (immagine dal sito I Luoghi del Silenzio)





Alcune tracce dei Brega di Serra San Quirico. Ecco un monumento ai caduti di Serra:







Monumento ai caduti di Serra San Quirico - Immagine dal sito "Pietre della Memoria".



Ed ecco un particolare:





Immagine dal sito "Pietre della Memoria".




Nella lapide qui sopra appare quindi il soldato Benigno Brega di Vittorio, di Serra San Quirico, morto nel 1916 durante la prima guerra mondiale. Questo Benigno Brega si trova nell'albero genealogico numero 1. Ecco l'estratto dell'atto di morte inviato a Serra San Quirico dal comune di Vicenza:








In queste due lapidi compare il partigiano Eugenio Brega, fucilato da soldati tedeschi ad Albacina mentre aiuta due soldati Inglesi a passare le linee, durante la seconda guerra mondiale. Purtroppo gli atti dello stato civile di Serra che sono consultabili arrivano al massimo al 1929. Non è possibile trovarlo negli alberi genealogici.






Immagine dal sito "Pietre della Memoria".







Immagine dal sito "Pietre della Memoria".


In questa seconda immagine qui sopra, per la seconda guerra mondiale, oltre al partigiano Eugenio Brega, appare anche un Silvio Brega. Neanche questo è consultabile negli atti di stato civile.


Ecco un breve estratto dal libro "Ciao, russi: partigiani sovietici in Italia, 1943-1945" di Mauro Galleni, Carlo Isoppi, dove si parla del partigiano Eugenio Brega:

















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                         LISTA DELLE FRAZIONI VERIFICATE NELLO STATO CIVILE

Ecco la lista delle frazioni Marchigiane per cui sono stati verificati tutti i documenti dello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Musone (1808/1814), presente nello stato civile di Macerata:

Serra San Quirico, Mergo (già frazione di Serra San Quirico), Pierosara (già frazione di Serra San Quirico, oggi di Genga), Sasso (frazione di Serra San Quirico), Rotoscio (frazione di Serra San Quirico), Domo (già frazione di Apiro, oggi di Serra San Quirico), 

Fabriano, Fabriano e frazioni, Paterno (già frazione di Collamato, oggi di Fabriano), Marischio (Fabriano), Montorso (oggi Castel Montorso, frazione di Fabriano), San Michele (già frazione di Cerreto, oggi di Fabriano), Argignano (Fabriano), Attigio (Fabriano), Castelletta (già frazione di Apiro, oggi di Fabriano), Belvedere (Fabriano), Precicchie (già frazione di Apiro, oggi di Fabriano), Porcarella (oggi Poggio San Romualdo, già frazione di Apiro, oggi di Fabriano), Vallemontagnana (Fabriano), Valleremita (Fabriano), Valleromita (Fabriano), Bastia (Fabriano), Bassano (Fabriano), Nebbiano (Fabriano), Cancelli (Fabriano), Fabriano e Moscano e Valle Montagnana (Fabriano), Fabriano e Belvedere e Campodonico e Saradica (Fabriano), Fabriano e Belvedere e Campodonico (Fabriano), Fabriano e San Donato e Corrore (Fabriano),


Cerreto D'Esi, Cerreto e Frazioni, Albacina (Cerreto d'Esi), 

Matelica e Frazioni, Poggeto (Matelica), Braccano (Matelica), Colferraio (Matelica), Colli (Matelica), Gagliole (già frazione di Matelica),Vinano (Matelica),

Sassoferrato (provincia di Ancona),

Apiro, Apiro e Frazioni, Frontale (oggi frazione di Apiro),


Cingoli, Cingoli e frazioni (Cingoli), Avenale (Cingoli), Moscosi (Cingoli), Cingoli e Candelora e Castreccioni e Moscosi (Cingoli), Cingoli e Castreccioni e Colognola (Cingoli), Cingoli e Avenale e Troviggiano (Cingoli), Cingoli e Colognola e Valcarecce (Cingoli), Cingoli e San Flaviano e Strada (Cingoli), Castel Sant'Angelo (Cingoli), Castreccioni (Cingoli), San Flaviano (Cingoli),  Troviggiano (Cingoli), Torre (Cingoli), Strada (oggi Villastrada, frazione di Cingoli), Colognola (Cingoli),

Treia e frazioni 

Appignano 

Osimo (provincia di Ancona) 

San Severino Marche, San Severino e frazioni, San Severino Granali e Taccoli, Cesolo (San Severino), Cagnore (San Severino), Padrignolo (San Severino), Palazzata (oggi frazione di San Severino), Palazzata e frazioni (oggi frazione di San Severino), Serralta (San Severino), Stigliano (San Severino), Serrone (San Severino), Gagliannuovo (San Severino), Colleluce (San Severino), Granali (San Severino), Pitino (San Severino), Biagi (San Severino),

Roccacontrada (oggi Arcevia), Roccacontrada e frazioni (Arcevia), Colle di Corte (Arcevia), Colle Aprico (Arcevia), Costa e Rocchetta (Arcevia), Costa (Arcevia), San Ginesio (Arcevia), Prosano (Arcevia), Avacelli (Arcevia), Loretello (Arcevia), Nidastore (Arcevia), Caudino (Arcevia), Costa e Donnetta e San Donnino (Arcevia), Roccacontrada (oggi Arcevia) e Avacelli e Prosano, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Caudino e Palazzo e Sant'Apollinare (oggi frazione di Monteroberto, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Costa (oggi Costa d'Arcevia) e Rocchetta e San Donnino (oggi frazioni di Genga), Roccacontrada (oggi Arcevia) e Castiglioni e Colle Aprico, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Costa (oggi Costa d'Arcevia) e Rocchetta (oggi frazione di Genga), Roccaconttada (oggi Arcevia) e Loretello e Nidastore, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Loretello e San Pietro, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Loretello e Nidastore e San Pietro, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Magnadorsa e San Genesio (oggi San Ginesio) e Piticchio, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Prosano e Vado, Roccacontrada (oggi Arcevia) e Rocchetta e San Donnino (oggi frazioni di Genga), Magnadorsa (Arcevia), Palazzo (Arcevia), San Pietro (Arcevia), Piticchio (Arcevia), Castiglioni (Arcevia), Rocchetta (già frazione di Roccacontrada, oggi di Genga), San Donnino (già frazione di Roccacontrada, oggi di Genga),


Barbara (provincia di Ancona), Barbara e Frazioni (provincia di Ancona), Barbara e Castelleone (provincia di Ancona), Castelleone di Suasa (già frazione di Barbara, provincia di Ancona), Montale (già frazione di Barbara, oggi di Arcevia), Barbara con Castelleone (oggi Castelleone di Suasa, già frazione di Barbara) e Montale (già frazione di Barbara, oggi di Arcevia), 

Staffolo (provincia di Ancona)


Serra de' Conti (provincia di Ancona),

Sant'Apollinare (già frazione di Rocca Contrada, oggi di Monte Roberto, provincia di Ancona), 


Casello (Pesaro e Urbino),


Pergola (Pesaro e Urbino),




Per queste frazioni, sono stati verificati solo gli indici triennali (1808/1810) nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Musone (1808/1814):

Santanatoglia (oggi Esanatoglia), Matelica, Montefano, Filottrano, Montecassiano, Castelfidardo, Loreto, Macerata.

Nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Metauro, Sezione di Fano, è stato verificato:

Fano. 

Nello stato civile Napoleonico del Dipartimento del Metauro, Sezione di Pesaro, sono stati verificati:

Fossombrone. 

Nello stato civile Italiano di Ancona (dal 1866), sono stati verificati soprattutto:

Agugliano, Serra San Quirico, Mergo, Castelbellino, Fabriano, Sassoferrato, Cupramontana, Montecarotto, Jesi, San Paolo di Jesi, Santa Maria Nuova, Polverigi, Osimo, Camerata Picena, Castelplanio, Offagna, fino ai primi anni del Novecento.

Nello stato civile Italiano di Macerata (dal 1866), sono stati verificati:

Apiro,

Nello stato civile Italiano di Pesaro e Urbino, sezione di Urbino (dal 1866), sono stati verificati:

Sant'Angelo in Vado, Urbino, Urbania e Piandimeleto

Nei registri delle parrocchie disponibili, sono stati verificati:

Osimo 1863-1865, 










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15 commenti:

  1. nell'albero genealogico 3 dei Brega -Serra san Quirico, Domo, Sasso e Rotorscio - sono citati Pacifico Brega coniugato con Teresa Mercanti ed il loro figlio Giovanni nato nel 1867, è assolutamente verosimile che quello non sia stato il loro unico figlio in quanto un Brega Nazzareno, mio bisnonno materno, nato nel 1871 e morto nel 1933 a 62 anni è sepolto a Maiolati Spontini insieme alla moglie Adele Cimarelli ed alla madre Teresa Mercanti nata nel 1842 ( o forse 1844 non si legge bene nella lapide) e quindi compatibile con Pacifico Brega nato nel 1838. Il loro figlio Giovanni Brega ebbe a sua volta 3 figli mentre suo fratello Nazzareno ben 10, il primo dei quali, Antonio ( 1898-1963), è il mio nonno materno. Nei ricordi di famiglia ricorre che abitavano vicino all'Esinante un torrente che scorre nella valle sotto Rotorscio e da li poi si erano stabiliti a Cupramontana. Il soprannome con cui erano conosciuti era Pezzante e questo forse perchè coltivavano terre non contigue tra loro (a pezzi separati). Tra l'altro quando Giovanni mori lasciando una vedova con 3 figli fu proprio suo fratello Nazzareno a prenderli con se. Il primogenito di Giovani Brega si chiamava Achille ed era del 1895 ed è cresciuto come un fratello con mio nonno Antonio che era di 3 anni più giovane

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    1. Ciao, grazie, finalmente qualcuno che partecipa. Come vedrai dalla lista delle frazioni verificate, prima ho dovuto verificare tutto lo stato civile Napoleonico e mi ha preso tempo. Nello stato civile Italiano, dal 1866, per ora sono rimasto in quello di Apiro, Serra, Fabriano e Sassoferrato, che sono le zone dove c'erano dei Brega precedentemente. Ho anche fatto Osimo e Sant'Angelo in Vado dove c'erano pure dei Brega nello stato civile Napoleonico. Un po' alla volta faro anche nello stato civile Italiano le frazioni dove i Brega si sono diffusi piu tardi, come Cupramontana, Montecarotto, etc. Per ora aggiungero i nomi che mi hai detto, senza date, trovero gli altri piu tardi negli atti di Cupramontana o di qualche frazione vicina. Anche io sono un "Pezzante", mio padre è di Serra San Quirico e mio nonno era di Castelletta. I primi "Pezzante" che ho trovato sono quelli della frazione "Pezze" di Castelletta, tra il 1808 e il 1814. Io vivo in Francia, se riesci ad avere informazioni su questa contrada "Pezze" di Castelletta, che deve avere ora un nome diverso, fammi sapere.

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  2. ho visto che l'albero genealogico dei Brega di Serra san Quirico... è stato modificato e sono in grado di fornire i nomi dei figli di Nazzareno e di Giovanni Brega.

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    1. Ho iniziato le nascite di Cupramontana e sono arrivato al 1876. Mi ci vorrà del tempo. Per adesso, dammi i nomi dei figli di Nazzareno e Giovanni, le date e il resto li aggiungero mano a mano che continuo con lo stato civile. (Ci sono anche molti Balestra tra le nascite). Per quanto riguarda l'origine del cognome, nella Vallesina le piu grandi immigrazioni sono state apparentemente quella dei Dalmati e Albanesi a partire dal Quattrocento e quella dei contadini e artigiani Lombardi dalla fine del Quattrocento. Ci sarebbe anche quella degli ebrei scacciati dal regno di Napoli, dalla Spagna e dal Portogallo alla fine del Quattrocento ed arrivati ad Ancona, ma non c'è nessuna indicazione di un'origine Ebraica. La mia nonna paterna di Serra San Quirico era una "Mantovani" che sembrerebbe indicare un'origina Lombarda. Quindi potrebbero esserci stati dei Brega Lombardi ma ci sono anche tutti quei cognomi Slavi che iniziano con "Breg", che era una parola Slava che indicara una collina o una riva di un fiume. Quindi c'è l'imbarazzo della scelta. Ma in generale, Ancona era una città molto cosmopolita, c'era di tutto come origini. Il fatto che il Brega piu antico l'ho trovato a Osimo (nato nel 1720) potrebbe indicare un arrivo via mare da Ancona.

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  3. riguardo la significato del cognome è verosimile un 'origine slava o albanese del tutto compatibile con l'emigrazioni di queste genti nella vallesina tra 1400 e 1500 .... bregu è parola albabese che significa spiaggia e Bregu è cognone presente in Albania , anni addietro il CoRettore dell'università di Tirana si chiamava Bregu... sui cognomi sloveno Bregar, croato Bregovic, moldavo e ucraino Brega si è già detto in altra sede e cosi della parola slava breg' = collina/colle. Del resto ci sono diversi toponimi come Monte Schiavo ad indicare il popolamneto di queste zone da parte di Schiavoni.In passato c'erano delle zone definite terroni ( il terrone di Pianello Vallesina o di Monteroberto) che stavano ad indicare la presenza di case di terra che secondo lo storico locale Don Costantino Urieli erano tipiche di queste popolazioni. L'ultima di queste case è all'inizio della provinciale che dalla zona di Ponte Magno di Monteroberto sale sino a Cupramontana e che è detta popolarmente Aguzzana o Guzzana

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    1. Se guardi l'albero genealogico ora vedrai che al numero 1090 della via o contrada Esinante di Cupramontana, oltre a Pacifico Brega viveva un Domenico Brega, nato nel 1848, che potrebbe essere un fratello minore, che ebbe anche lui dei figli a Cupra. Mi occorrerà un bel po' per finire Cupramontana. Per molti anni ci sono gli indici annuali degli atti, ma per alcuni anni mancano e in quel caso bisogna spulciare tutte le pagine dei registri per un anno intero.

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  4. in aggiunta a quanto detto sopra bregu in albanese si può tradurre anche come riva

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  5. ho visto il nuovo albero genealogico: Achille Brega ha sposato Celeste Stronati che altri non era che la cugina di Silvia Stronati, mia nonna e moglie di Antonio Brega, mio nonno e primo figlio di Nazzareno Stronati.
    Attraverso i ricordi materni, gli incontri parentali e le visite ai cimiteri ho ricostruito parte dell'albero genealogico
    NAZZARENO BREGA (1871-1933) ed ADELE CIMARELLI 10 figli
    1. Antonio (1898-1963) & Silvia Stronati (1899-1973) --> Irma (1923-2003) ed Adele (1929 –vivente e mia madre)
    2. Amedeo (1900 -1970) & Gemma Rossi (1903-1924) --> Svezia (N e M 1924)
    a. II° Nozze Gertrude Rossi ( 1908-2003 - cugina della I moglie) --> Gemma (1928-1981), Jole (1933-1951), Amelia (1930 –vivente)
    3. Marino (1903-1970) & Natalina Delabella (1905-1959) Adelelmo ed Umberto
    4. Emma (1905 -1983) & Enrico Zannotti (1912-2001) ..> no figli
    5. Edoardo (detto Aldo) 1907-1982 & Lina Amadio (1910-2000)--> Nazzareno (1935-1947), Norina e Sergio
    6. Attilio (1909 -1995) & Maria Zannotti ( deceduta nel 1945 a 31 a) --> Firmino e Adele (1941-2018) poi in
    a. II° nozze Maria Solfanelli (1914-1996)
    7. Erina (1912-1981) & Domenico Borioni (1907-1997)--> Nazzareno e Mario
    8. Natale (1913 -1993) & Annunziata Corsetti (1920-1971)--> Anna, Nazzarena, Vera, Livia
    9. Adriano (1916-1982) & Teresa Ricci (1921-2015) --> Enzo (1948-1949), Paolo
    10. Teresa (1918-1993) & Attilio Zannotti (1910-1977) --> Pierina e Franco
    non solo 2 cugini Brega hanno sposato 2 cugine Stronati ma
    2 fratelli Zannotti (Enrico e Attilio) hanno sposato 2 sorelle Brega (Emma e Teresa) e 1 sorella Zannotti (Maria deceduta nel 1945 a 31 a) 1 Brega (Attilio):

    GIOVANNI BREGA coniugato con Lucia Bassolini e fratello di NAZZARENO 3 figli
    1. Achille 1895-1957 & Celeste Stronati --> Giovanni (1923-2008) e Maria
    2. Alduvino (Arduino) (1904-1975) & Giulia Renzi (1909-2004) --> Lucio ed 1 sorella di cui ignoro il nome
    3. Elisa

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    1. Grazie mille di nuovo. Domani completero l'albero con le ultime persone che mi restano tra quelle che mi hai dato. Nello stato civile sono arrivato al 1900 con le nascite di Cupra, se guardi ora l'albero vedrai che ho avanzato. Con lo stato civile devo interrompere per un po'. Riprendero piu avanti con le morti e i matrimoni di Cupra quando potro.

      Se ti capitasse di andare al cimitero di Serra o di qualche frazione,(non so se hai parenti nella zona di Serra) vedi se esiste la tomba del capostipite del tuo albero, Giovanni Battista Brega. Deve essere nato verso il 1770 ed è morto prima dell'inizio dello stato civile Italiano, nel 1866. Non so dove sia vissuto precisamente, viveva nel comune di Serra. Dovrebbe essere figlio di Simone Brega di Castelletta, dell'albero 1, ma non c'è certezza. Se esistesse la tomba, magari c'è scritto il luogo di nascita.

      Grazie di nuovo.

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  6. Potrei vedere più che nel cimitero di Serra San Quirico in quelli di Castellaro (Rotorscio) e Domo, ma è difficle in quanto c'è l'abitudine di riesumare i defunti più antichi per far posto a quelli nuovi, soprattutto se stanno in loculi singoli e non in Cappelline di famiglia

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    1. Se ti interessa, credo di aver risolto parte del puzzle. Stavo terminando lo stato civile di Osimo dove avevo trovato precedentemente dei Brega tra il 1808 e il 1814. Non ne ho trovato nessuno ma ho trovato un signor Bregagna, nato ad Offagna e residente ad Osimo. Questo cognome Bregagna è rarissimo e presente solo ad Osimo, Offagna e Polverigi. Quindi i Brega che vivevano ad Osimo sono forse andati ad Offagna dove hanno cambiato cognome. Brega+Offagna=Bregagna. Riassumendo, tra i Brega che erano stati trovati nello stato civile Napoleonico: 1) quelli di Osimo vanno ad Offagna e diventano Bregagna 2) quelli di Precicchie, che erano originari di Castelletta, diventano Bregallini, infatti in quel luogo non ci sono piu Brega maschi alla fine dell'Ottocento e appare nello stesso tempo il cognome Bregallini, che è presente oggi in Italia solo in quella zona 3) quelli di Castelletta si diffondono nella zona di Serra e poi lungo la Vallesina 4) quelli di Sant'Angelo in Vado diventano sempre meno numerosi e sono oggi quasi scomparsi.

      Chissà perchè i Brega cambiavano cognome. Resta quindi da scoprire dove apparvero per primi tra Osimo, Castelletta e Sant'Angelo in Vado e da dove venirono.

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    2. Ciao. Ho terminato l'albero genealogico dove avevi trovato i tuoi antenati Brega, è che avevo completato grazie alle tue indicazioni, che è ora il numero 7 nel mio blog. Sono anche riuscito a completarlo in indietro fino al 1730.

      Purtroppo gli atti di nascita di Cupramontana arrivavano solo fino al 1906.

      Se magari ti capita di dargli un occhiata, fammi sapere se trovi errori per quanto riguarda i parenti di tua madre.

      Grazie ancora.

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  7. Riflettendoci, è difficile che esista ancora la tomba.

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  8. io sono figlio di brega ludovino di serra di san quirico,era sposato con una brega attilia,restato vedovo di mia madre dopo 6 mesi la mia nascita.e viveva in provincia di viterbo e morto nel 1992.la storia mi affascina.era contorta e continua difficile.

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    1. Se il tuo papa era di Serra San Quirico, era sicuramente discendente di un certo Simone Pezzante o Brega, nato verso il 1730, e che viveva a Castelletta di Fabriano, nei pressi di Serra San Quirico.

      L'albero genealogico dei discendenti di questo Simone è stato diviso in questo blog in tre alberi genealogici, l'albero numero 1, numero 4 e numero 7. Questi alberi genealogici vanno circa dal 1700 al 1920.
      I tuoi antenati si trovano sicuramente in uno di questi tre alberi. Se riesci a sapere il nome dei tuoi bisnonni e magari trisnonni Brega, dovresti trovarli in uno di questi. Per poter trovare i tuoi antenati negli alberi dovresti riuscire a sapere il nome dei tuoi antenati nati nei primi anni del Novecento, dato che gli alberi arrivano circa al 1920.

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